Da Sesto Calende a Golasecca - Ciclopedonale del Ticino

 


Ci rechiamo a Sesto Calende percorrendo la SS629 per poi proseguire sulla SS33 del Sempione, successivamente alla rotatoria imbocchiamo in discesa Via Barberi; passiamo sotto Il “Ponte di ferro” (2) e poco oltre entriamo nel parcheggio gratuito alla nostra dx.


Il “Punt da Fèer” è uno dei simboli di Sesto Calende perché ha contribuito per la sua posizione strategica a far diventare Sesto Calende una realtà economica molto importante nel corso della storia, determinandone tutti i cambiamenti nell’economia, nella società e nel modo di essere della sua gente: le vecchie fabbriche storiche del vetro e dell’aeronautica hanno chiuso i battenti, ma l’attività economica ha trovato nuovo sviluppo in altri settori dell’industria, dei servizi e del commercio. Ed è soprattutto la sua vocazione turistica ad essere destinata a crescere. Costruito nel 1952, a seguito dei bombardamenti che distrussero durante la guerra il precedente ponte in ferro realizzato nel 1882, l’attuale ponte sovrasta il fiume Ticino mettendo in collegamento la riva lombarda con la riva piemontese proprio nel punto in cui il Ticino esce dal Lago Maggiore per riprendere il suo cammino verso il Po.

Lasciata l’auto attraversiamo sulle strisce pedonali e prendiamo il percorso pedonale alla nostra sx : qui è situato un Parco Giochi recintato (1).


Proseguiamo lungo la riva del fiume Ticino passando sotto al “Ponte di ferro” (2) e continuiamo sul bel percorso pedonale asfaltato fino a pervenire sul viale alberato lungofiume che fiancheggia V.le Italia.



Lungo il tragitto ci sono panchine su cui sostare per rilassarsi ammirando il panorama.

Giungiamo quindi ad una piazzuola dove è situato il “L’obelisco garibaldino” (3).


Inaugurato il 6 ottobre 1861, l'obelisco di Garibaldi era inizialmente posto nell'attuale P.za Garibaldi dietro all'antica chiesa di San Bernardino, poi abbattuta. In seguito è stato trasportato a metà del lungo fiume in V.le Italia chiamato “allea” dai sestesi. Il monumento, costituito da granito rosa di Baveno, ha una base quadrata ed un piedistallo che, con quattro sfere di bronzo, originariamente proiettili raccolti dopo le battaglie del 1859, sostiene una piramide tronca alla cui sommità è posta una stella bronzea a sette punte. Sulle facce dell'Obelisco si leggono 3 iscrizioni: "Qui sbarcava Garibaldi co' suoi armati la notte 23 maggio 1859 per disperdere lo straniero", "Queste zolle in Lombardia furono le prime che si bagnarono d'italo sangue nella guerra. 1859" e "Qui il prode capitano C. De Cristoforis sfidava i perigli di non eguale tenzone con gli austriaci il 25 maggio 1859".


Al termine della rilassante passeggiata lungo il fiume Ticino giungiamo in P.za Berera : da qui diparte la Ciclopedonale del Ticino (Via Alzaia Leandro Mattea).


Lungo il percorso si aprono suggestivi scorci sul fiume Ticino e sulla sponda piemontese, è possibile anche ammirare l’abitato di Sesto Calende con alle spalle il Monte Rosa.



La Ciclopedonale termina a Golasecca nei pressi di un parcheggio, giungiamo quindi sulla SP27 (V.le Europa) : si cammina al margine della strada su sterrato per circa 200 mt per poi proseguire sulla carreggiata per 80 mt.


Arrivati sotto il cavalcavia autostradale (4) entriamo nello spiazzo alla nostra dx dove ci incamminiamo sul percorso pedonale che fiancheggia V.le Europa.



Poco distante troviamo la radura erbosa dove è sita “Melissa Beach”.


L’ingresso è gratuito, nell’area si trova un chiosco con servizio bar, è inoltre presente il servizio di noleggio lettini ed ombrelloni oltre a docce, servizi igienici e spogliatoi.

Dopo una breve sosta continuiamo sul percorso pedonale per 350 mt fino a pervenire alla “Diga della Miorina”.



La Diga della Miorina è un tassello importante nel sistema di gestione delle acque del Ticino in quanto regola il livello del Lago Maggiore, utilizzandolo come bacino d’accumulo e consentendo un uso migliore delle acque. La sua costruzione, iniziata nel 1938, fu terminata e collaudata nel 1943. La diga permette di alimentare con regolarità il Canale Industriale, i Navigli e il Canale Villoresi in sponda lombarda. Fu costruita dal Consorzio del Ticino dal quale viene tutt'oggi gestita. Le opere comprendono lo sbarramento di regolazione, una conca di navigazione in sponda sinistra ed altri manufatti accessori. Attraverso le portine dello sbarramento è possibile regolare con grande precisione le portate defluenti dal Lago Maggiore, erogando quanto necessario e trattenendo le acque sovrabbondanti che altrimenti defluirebbero inutilizzate nel Ticino. Le acque immagazzinate nel lago fungono da riserva che viene successivamente utilizzata per integrare le portate naturali nei periodi in cui sarebbero insufficienti a soddisfare le richieste delle utenze. La diga della Miorina ha una traversa mobile larga 200 metri, costituita da 120 portine metalliche completamente abbattibili accostate l’una all’altra e incernierate nella base alla platea di fondo. Sono manovrate dall’alto tramite due carri che scorrono su un ponte a traliccio metallico sostenuto da tre pile in alveo. Le portine possono assumere quattro differenti posizioni per la ritenuta delle acque; una quinta posizione di totale abbattimento rende l’alveo completamente libero per il deflusso delle piene e ricostituisce praticamente la situazione “naturale” dell’incile, così come era prima della costruzione dello sbarramento.

Finita la visita al sito percorriamo il tragitto a ritroso fino al cavalcavia autostradale (4), dalla parte opposta di V.le Europa notiamo la segnaletica della “Necropoli Protostorica del Monsorino” : volendo si può seguire il sentiero per visitarla.


Noi invece proseguiamo su V.le Europa alla nostra sx per poi rientrare sulla Ciclopedonale del Ticino percorsa all’andata.



Giunti in P.za Berera notiamo la “Casa del Cuore”, attiva dal maggio 2010, è la sede del Coordinamento delle Associazioni e dei Gruppi di volontariato socio-assistenziale e sanitario di Sesto Calende, nonché di altre associazioni operanti sul territorio.


Decidiamo di inoltrarci nel centro storico di Sesto Calende, transitiamo per P.za Scipione per poi entrare nella stretta Ruga del Besozzo che conduce in P.za Abba. Proseguiamo in Via del Mercato per raggiungere P.za De Cristoforis che si affaccia su V.le Italia.


Poco oltre si trova l’ampia P.za Garibaldi dove è posta la scultura “Souls on the Run” opera dell’artista Vincenzo Lo Sasso. La scultura è realizzata con Marmo Palissandro Rosa dell’Ossola : avvicinandosi sembra di scorgere anime che si involano in un racconto visivo fortemente evocativo.



Il Centro storico è tra gli angoli più suggestivi della città ed è caratterizzato da un gran numero di piccoli ristoranti e bar che consentono di trascorrere momenti di relax, assaporando piatti tipici lombardi e lacustri, sorseggiando un aperitivo, una bibita o gustando un buon gelato.

Al termine di P.za Garibaldi si perviene in Via Roma al cui termine sorge il monumentale “Palazzo Comunale” (5).

L'edificio occupa un intero isolato e presenta un impianto ad "E" organizzato su due corti interne aperte verso il Ticino e delimitate da balaustre in cemento decorativo. I corpi di fabbrica lungo il lato ovest e nord sono sviluppati su due piani di altezza, mentre lungo il lato meridionale vi è un piano interrato ricavato grazie alla pendenza del terreno. Le facciate sul lato occidentale e sul lato settentrionale sono scandite da un doppio ordine di lesene e sono caratterizzate da un motivo a finto bugnato al piano terra. Le aperture lungo i fronti sono sottolineate da cornici in cemento decorativo. La facciata ovest è completata da un attico con al centro lo stemma del comune mentre sul lato nord vi sono due portali centrali con soprastanti balconi. L'edificio è composto da una struttura in muratura rivestita da intonaci e presenta all'interno solai piani. La struttura di copertura è composta da travi in legno e soprastante manto in tegole marsigliesi. Il complesso ottocentesco attualmente ospita il Municipio, la biblioteca ed il Civico Museo Archeologico.

Nel Civico Museo Archeologico si trova una ricca collezione di oltre un migliaio di reperti, dalla fine del III millennio a.C. fino all’alto medioevo. La collezione del Museo offe un viaggio affascinante attraverso il tempo, tracciando la storia e l’evoluzione del territorio. Tra i più antichi reperti, alcuni oggetti provenienti da sepolture di rannicchiati in grotticelle naturali e reperti delle ultime fasi dell'età del Bronzo (XIII- X sec. a.C.) provenienti dalle necropoli a incinerazione di Somma Lombardo, nell'areale dell'aeroporto di Malpensa.

Il museo custodisce una delle più importanti raccolte di reperti della “cultura di Golasecca”, popolazione di stirpe celtica che, nel corso della prima età del Ferro, ha determinato nell’area del basso Verbano, tra la fine del IX ed il V secolo A.C., una delle maggiori concentrazioni demografiche dell’Italia settentrionale entrando in contatto col mondo etrusco/mediterraneo e l’area dei principati celtici transalpini. Un secondo periodo di grande fioritura dell’area sestese è documentato dalla chiesa monastica benedettina di S. Donato di Sesto Calende. Dell’edificio più antico sono sopravvissute lastre, plutei e pilastrini decorati ad intreccio con elementi di tradizione germanica e tardoantica datati intorno alla prima metà del IX sec.

Usciti dal Municipio vale la pena percorrere P.za Cesare da Sesto per poi attraversare V.le Italia sulle strisce pedonali ed affacciarsi dalla sontuosa balconata per ammirare il panorama.


Torniamo ora in Via Roma ed andiamo verso sx per imboccare la discesa di Via Barberi che ci conduce al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto.

Nella galleria fotografica alla fine del post troverete tutte le foto del percorso.

Lunghezza percorso : circa 8 km

Tempo di percorrenza : 2 ore e 30 min circa escluso soste

Aggiornato a settembre 2026

Galleria fotografica percorso


Commenti