Luino : i luoghi di Piero Chiara

 


Raggiungiamo Luino percorrendo la SS394 e lasciamo l’auto nel parcheggio vicino al Porto Nuovo.

La città di Luino possiede molte attrattive turistiche e storiche , forse una delle meno conosciute è il “Parco Letterario Piero Chiara”. L’iniziativa consta di 12 pannelli posizionati nei luoghi conosciuti e vissuti dallo scrittore e descritti nei suoi romanzi. Il percorso è stato inaugurato nel settembre del 2005 e fa parte del Progetto Interreg Italia-Svizzera 2000/2006. Sui pannelli, oltre all’ubicazione dei luoghi, sono riportate citazioni dai suoi romanzi.


Ci incamminiamo costeggiando il Porto Nuovo e perveniamo alla “Rotonda” (2).


La Rotonda, da sempre considerata tra i luoghi più romantici di Luino, è parte integrante della memoria collettiva della città e luogo ricco di ricordi letterari. La Rotonda è una piattaforma semicircolare protesa verso le acque del lago a conclusione del filare alberato di viale Dante Alighieri e fa da sfondo prospettico al viale che porta alla grande Stazione Internazionale. Fu arricchita nel 1913 da una balaustrata con muretti di cemento e parapetti in ferro unificati da un unico fluente disegno tra i più belli ed eleganti delle sponde del lago. Gli artigiani locali (ditta Pozzi per il cemento e fabbri Pozzi per i ferri) seppero con maestria eseguire il disegno fornito dal segretario comunale Morozio.

Nello spazio a verde è collocato un monumento dedicato “Ai Marinai del Luinese” riportante la scritta “Memento audere semper”.

Continuiamo sul bel percorso pedonale del “Parco a Lago” con splendida vista sul Lago Maggiore fino a raggiungere l’installazione del ponte panoramico in ferro : di fronte diparte una scalinata che ci conduce alla SS394 (V.le Dante Alighieri).

Dalla parte opposta della strada sorge la “Chiesa del Carmine” (3).


La chiesa della Beata Vergine del Carmine o Santuario del Carmine è stata costruita tra la fine del Quattrocento ed il Cinquecento. Si compone di un’unica ampia aula coperta da volte a crociera, cappelle laterali, un’abside semicircolare con calotta emisferica e un campanile seicentesco. La facciata, con vista sul lago, è impreziosita da una coppia di lesene corinzie e da un grazioso pronao che protegge il portale d’ingresso in arenaria rossa con la lunetta raffigurante la Madonna con Bambino. Tra le decorazioni interne ricordiamo i ricchi stucchi delle cappelle laterali e vari cicli di affreschi che includono la Natività, l'Annunciazione, la Crocifissione, i Profeti e Santa Caterina.

Usciti dalla Chiesa ritorniamo sul percorso del “Parco a Lago” che termina in corrispondenza del porticciolo della AVAV (Associazione Velica Alto Verbano) : da qui si prosegue sul bel filare alberato che fiancheggia V.le Dante Alighieri.

Giungiamo alla zona dove sorge “Palazzo Verbania” : qui era situato “Il Majestic e il Metropole” (4).


… Il Metropole, dove giocavamo noi, allora chiamato Kursaal, non era che una dipendenza del Majestic: un bel padiglione liberty con terrazza sul lago e il giardino dai bassi cancelli … narra Piero Chiara ne “Il piatto piange” del 1962. L’attuale edifico di Palazzo Verbania nasce con il nome di Kursaal, realizzato per dotare Luino di un luogo destinato a feste, riunioni, conferenze ma anche di caffè e ristorante. Risalente ai primi anni del Novecento, la sua costruzione viene affidata all’architetto luinese Giuseppe Petrolo che realizza una sintesi felice dei maggiori modelli di spicco di quel periodo nei centri europei. Posizionato nel baricentro di Luino, il Kursaal è dunque uno dei primi palazzi liberty del lago, sicuramente il più bello.

Attraversiamo in sicurezza sulle strisce pedonali per ammirare il “Monumento a Garibaldi” (5).


Questo fu il primo monumento in Italia dedicato all’Eroe dei due mondi quando questi era ancora in vita. Il monumento commemora l’avvenimento del 15 agosto 1848 quando Garibaldi, durante la prima guerra d’indipendenza, vinse la sua prima battaglia italica contro le truppe nemiche austriache con un’attacco a sorpresa sul lago.

L’iniziativa per la realizzazione del monumento fu proposta nel 1863 dallo scultore Alessandro Puttinati; a causa della mancanza di fondi (il costo fu quasi completamente a carico del comune di Luino) i lavori si protrassero fino al novembre del 1867 quando il Puttinati terminò la statua. ll condottiero era stato realizzato in piedi con la spada impugnata in atto di cacciare il nemico e di incitare i suoi e indosso la camicia garibaldina da cui fuoriesce la catena dell’orologio. Sotto di lui, per innalzarlo, era stato posizionato un basamento quadrangolare gradinato con un piedistallo. La statua fu realizzata in cave di pietra di Brenno Useria, rivestita di marmo e posizionata in prossimità del lungolago, proprio dove ebbe luogo lo scontro e poi la vittoria. Nel corso del Novecento, per esigenze di traffico urbano, il monumento fu arretrato dalla posizione originaria per permettere la fluida circolazione delle auto, posizionandolo vicino a due maestosi alberi secolari di castagno. Piero Chiara, cita il monumento ne “Il piatto piange” del 1962 ed in “Una spina nel cuore” del 1979, descrivendo la statua a lui dedicata e narrando il conflitto che lo vide protagonista nel 1848.

Attraversiamo lo spiazzo e continuiamo sull’ampio marciapiede a lato di Via Piero Chiara : qui sorge il magnifico edificio attualmente sede della BPER Banca mentre ai tempi di Piero Chiara vi aveva sede la “Banca Popolare di Luino” (6).


La Banca Popolare di Luino fu fondata il 7 febbraio 1885 su iniziativa di un gruppo di imprenditori e professionisti italiani e svizzeri. La sede venne stabilita nel signorile Palazzo Crivelli, ricostruito nel 1773 su progetto dell’Arch. Felice Soavi. L’edificio, citato da Piero Chiara, costituiva l’ala sud di un unico complesso, variamente trasformato nei secoli e mai completato secondo quel grandioso progetto unitario che gli ultimi feudatari locali, i Crivelli, avevano affidato nel 1775-78 all’architetto Carlo Felice Soave: un unico palazzo che abbracciasse, con un fronte di oltre 120 metri, tre corpi di fabbrica e si saldasse in unità, verso sud, con la cappella gentilizia di San Giuseppe. Venne successivamente rialzato su progetto dell’Ing. G. Campagnani di Germignaga e dal 1911 ospita la Banca.

Proseguiamo superando P.za Crivelli Serbelloni e l’edificio del “Municipio” : attraversiamo ora sulle strisce pedonali pervenendo in P.za Libertà dove troviamo l’Imbarcadero.

Superato l’imbarcadero fiancheggiamo l’edificio dell’ex “Hotel Ancora” in corso di ristrutturazione e raggiungiamo l’ampio spiazzo con gradinata che conduce fino alle acque del Lago Maggiore.

In questa zona sono situati il “Porto Vecchio” ed il “Caffè Clerici” (7).


La cittadina era luogo d’approdo già alla fine del secolo XII, come snodo sia di percorrenze locali tra il lago e le valli, sia di lunghi tragitti per Como e la Svizzera. Per questo motivo, con il tempo, si fece naturale e necessaria la costruzione di un porto che facesse approdare almeno le barche più piccole. Nel 1845 avvenne così la realizzazione del primo punto d’attracco del territorio circostante e il nome antico che gli fu dato, Porto Vecchio, gli attribuisce l’esatto valore storico che in effetti ha.

Nel 1954 è stata realizzata una Madonnina ricoperta d’oro, oggi considerata da tutti il simbolo di Luino. La statua della Vergine, modellata a imitazione di quella del Duomo di Milano, è rivolta alla distesa di lago che ha di fronte a sé a protezione della cittadina lacustre. La posa sull’alta colonna è avvenuta l’8 dicembre di quell’anno, giorno dell’Immacolata Concezione. Lungo il muraglione sono state posizionate tre bandiere, in rappresentanza di Comunità Europea, Repubblica Italiana e Città di Luino.

Sul porto si affaccia il “Caffè Clerici” luogo di ritrovo culturale tanto caro a Piero Chiara.


Qui lo scrittore luinese, nato dall’altra parte della strada nel 1913, passava intere giornate. Tante opere sono nate tra quelle mura: Chiara traeva ispirazione da aneddoti autobiografici oppure da storie vere, raccontate dalla gente e ascoltate al bancone del caffè o con la stecca in mano. Nel 2013, in occasione del centenario della sua nascita, è stata realizzata una targa commemorativa in granito, affissa all’esterno del Caffè Clerici. Essa recita «In Luino vi è qualche cosa di inesprimibile e di spirituale che non può andare vestito di parole. È qualche cosa di più che la tinta locale, è quel mistero di attrazione che fa innamorare di un luogo senza che ci si possa dar ragione del motivo»

Passando sotto al porticato con colonne del “Caffè Clerici” si raggiunge la SS394 : di fronte si staglia “Casa Zanella” e il “Due Scale” (8).


Casa Zanella, storico palazzotto di fine '700, è stato dimora di famiglie nobili ed illustri. Nel recente passato è stata la casa nativa del celebre scrittore Piero Chiara, il quale vi ambientò diversi racconti inseriti nel volume “Di casa in casa, la vita” del 1988. L’edificio risale al XVIII secolo ed è situato nel cuore storico di Luino, in Via Felice Cavallotti, dove ha orbitato per anni la vita del luinese. Oggi il fascino di quel complesso, che ha mantenuto il nome “Due Scale” come il vecchio ristorante, esistito fin dai primi del’900, è dato dalla pregiata identità architettonica e dalla storia di costume cui inevitabilmente rimanda. Luogo di affascinante bellezza, nelle sale del piano primo ha sede il ristorante “Due Scale” con ampi camini in granito rosa di Baveno mentre all’ultimo piano si trovano prestigiose residenze.

Attraversiamo in sicurezza sulle strisce pedonali e saliamo lungo “Via Felice Cavallotti” (9).


In antico denominata Contrada dei Mercanti è animato centro del borgo, cara a Piero Chiara che vi trascorse l’infanzia. Ai primi del ‘900 fu intitolata a Felice Cavallotti che a Luino godette di grande popolarità per la polemica con il deputato Menotti e durante il fascismo al quadrunviro Michele Bianchi. Molti portoni si aprono su bei cortili, il colonnato ed il loggiato al civico 49 risalgono al XVII secolo. Merita una passeggiata in ogni stagione : i commercianti delle numerose botteghe che vi si affacciano periodicamente addobbano la via con tanta creatività e con decorazioni a tema.

All’incrocio andiamo a dx sempre in Via Cavallotti fino a giungere in P.za Papa Giovanni XXIII dove sorge la “Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo”.

Andiamo a sx in Via Monte Grappa poi Via Confalonieri per 100 mt per poi continuare a dx in Via S. Pietro.

Percorsi 600 mt perveniamo alla “Chiesa di S. Pietro in Campagna” (10).


Costruita nel XII secolo, la Chiesa è stata in seguito ampliata e modificata. Del primitivo impianto rimangono solo un’abside preromanica (scoperta durante i recenti restauri) e il magnifico campanile datato alla fine del 1100 con sfondati, bifore e fusto interamente in ciottoli a vista. L’edificio ha pianta rettangolare con tre navate e abside poligonale. La facciata è a capanna, con i due corpi laterali più bassi ed uniti al centrale con delle volute. I luminosi interni conservano lacerti di affreschi cinquecenteschi, tra cui un'Adorazione dei Magi, due santi (forse Sant’Ambrogio e Sant’Agostino) e un antico affresco medievale raffigurante la Natività.

Andiamo ora diritti in V.le delle Rimembranze per poi proseguire in Via B. Luini passando sotto al ponte della Ferrovia. Giunti in P.za Risorgimento ci dirigiamo verso C.so XXV Aprile dove si trova l’ingresso a “Villa Hussy” (11).


L’impianto originario della villa e del giardino è del 1876 ad opera della ricca famiglia Barozzi (già proprietaria di altri complessi nei dintorni) e la struttura esterna si presentava molto diversa da quella attuale, a pianta quadrata. Un primo cambiamento planimetrico si registra a fine Ottocento con Pietro Pozzi che modifica lo scheletro della casa, avvicinandosi molto all’articolazione rettangolare attuale. Altri lavori interessarono la parte estetica della villa a seguito dell’acquisto del complesso da parte di Giuseppe Battaglia nel 1908: sulla facciata rivolta verso C.so XXV Aprile furono realizzate una serie di verande sovrapposte sormontate da terrazze e un bow window, fregi e balaustre ingentilirono gli impianti con lontani accenni liberty e una sobria scala con un’elegante ringhiera in ferro battuto collegò i piani della casa. Alla morte del proprietario, avvenuta nel 1935, la villa passò nelle mani della famiglia Hussy anch’essa possidente di altre quattro dimore, che a sua volta la donò alla Città di Luino nella seconda metà del Novecento. Il comune attraverso un importante intervento alla struttura dell’edificio ed al parco che la circonda, ha trasformato la villa liberty in polo culturale moderno ed attrezzato così da trasferirvi, nel corso degli Anni 2000, la Biblioteca Civica. Il polo culturale di Villa Hussy si estende su tre piani oltre al deposito sotterraneo per una superficie complessiva pari a 690 mq.

Usciamo dal Parco di Villa Hussy in C.so XXV Aprile che percorriamo per 300 mt fino ad entrare in Via V. Veneto e subito a sx in Via del Carmine. Dopo 90 mt, all’incrocio con Via Rossini, entriamo nella viuzza alla nostra sx : qui troviamo una piccola aiuola che ospita i resti di quello che era l’Ingresso del “Casino di Mamarosa” (12), citato ne “Il piatto piange” del 1962.


Torniamo ora all’incrocio con Via V. Veneto e proseguiamo verso dx sul marciapiede di C.so XXV Aprile.

Dopo 200 mt raggiungiamo P.le Marconi dove è ubicata la “Stazione Internazionale del Gottardo” (1).


La stazione internazionale di Luino fu progettata dall’Arch. Giovanni Faini e fu costruita per la realizzazione della linea ferroviaria Novara-Luino-Pino, sulla direttrice Genova-Gottardo. Rappresentava un punto di snodo strategico tra la rete ferroviaria italiana e quella svizzera ed era deputata allo svolgimento delle attività doganali. La linea ferroviaria , venne costruita dalla Società Strade Ferrate del Mediterraneo sotto la direzione dell’Ing. A. Giambastiani di Livorno. Il cantiere per la costruzione della Stazione fu avviato nel 1881 da parte della ditta Pellini & Negretti, vincitrice della gara d’appalto. I lavori furono terminati nel 1882 e rappresentò un vero e proprio monumento al progresso. Grandiosa, soprattutto in relazione ai luoghi limitrofi, la stazione di Luino guadagnò non poche citazioni sulle guide turistiche dell’epoca. L’ambiente di maggior pregio era il salone delle dogane: grande, centrale e con il pavimento in marmo permetteva l’accesso diretto ai binari. Inoltre vi erano situati caserme, magazzini, depositi e sale d’aspetto. In merito all’apparato decorativo il criterio prevalente fu quello di riadattare, semplificandoli, alcuni motivi già presenti alla Stazione centrale di Milano, costruita entro il 1863 prendendo suggerimento da alcune residenze francesi. Per questo erano presenti tramezzi in ferro e vetro, colonne e finte finestre che garantivano continuità distributiva, frontoni, stemmi e in cima alla struttura un grande orologio a due quadranti indicante uno il tempo di Roma e l’altro quello di Berna. Progettata dal miglior specialista del settore in Italia, l’Ing. Giovanni Battista Biadego, altra opera maestosa realizzata era stata la tettoia in ferro che copriva il fascio di binari con ampie lastre in vetro. Tuttavia questa fu smantellata nel 1941, quando il materiale fu convertito in armamenti per sostenere gli sforzi della Seconda guerra mondiale. Nonostante le spogliazioni subite, la stazione di Luino può contare attualmente su ambienti per buona parte vicini alla situazione originaria, che offrono ancora un quadro sostanzialmente ben conservato. Oggi il piazzale ferroviario è dotato di sei binari passanti, di cui tre utilizzati per il servizio viaggiatori e provvisti di banchine. Nel 2017 sono stati rinnovati oltre 21 km di binari e 18 km della linea d’alimentazione elettrica dei treni ed è stato realizzato un sottopasso.

La rimessa locomotive, che era stata costruita nel 1882 in occasione dell’apertura del traforo del San Gottardo, è oggi diventata sede del Museo Ferroviario del Verbano. Tra le locomotive presenti, anche una a vapore ancora funzionante, oggi utilizzata per i treni turistici che periodicamente vengono organizzati.

Attraversiamo ora il Piazzale ed imbocchiamo V.le Amendola che ci conduce alla SS394 (V.le Dante Alighieri). Fiancheggiamo la SS394 sul marciapiede a sx per poi attraversare, in corrispondenza del distributore di benzina, sulle strisce pedonali per tornare al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto.

Nella galleria fotografica alla fine del post troverete tutte le foto del percorso.

Lunghezza percorso : circa 4 km

Tempo di percorrenza : 1 ora e 15 minuti circa

Aggiornato a gennaio 2026

Galleria fotografica percorso


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