Luino : il lungolago, il centro storico e l’itinerario Liberty
Raggiungiamo
Luino percorrendo la SS394 e lasciamo l’auto nel parcheggio vicino al Porto
Nuovo.
Ci incamminiamo costeggiando il Porto Nuovo e perveniamo alla “Rotonda” (1).
La Rotonda, da sempre considerata tra i luoghi più romantici di Luino, è parte integrante della memoria collettiva della città e luogo ricco di ricordi letterari. La Rotonda è una piattaforma semicircolare protesa verso le acque del lago a conclusione del filare alberato di viale Dante Alighieri e fa da sfondo prospettico al viale che porta alla grande Stazione Internazionale. Fu arricchita nel 1913 da una balaustrata con muretti di cemento e parapetti in ferro unificati da un unico fluente disegno tra i più belli ed eleganti delle sponde del lago. Gli artigiani locali (ditta Pozzi per il cemento e fabbri Pozzi per i ferri) seppero con maestria eseguire il disegno fornito dal segretario comunale Morozio.
Nello spazio a verde è collocato un monumento dedicato “Ai Marinai del Luinese” riportante la scritta “Memento audere semper”.
Continuiamo sul bel percorso pedonale del “Parco a Lago” con splendida vista sul Lago Maggiore ed a terra troviamo l’installazione permanente del “46° Parallelo”. L’inaugurazione è avvenuta in concomitanza con l’Equinozio di Primavera il 20 marzo 2025.
Proseguendo raggiungiamo l’installazione della passerella sospesa sul lago: di fronte diparte una scalinata che ci conduce alla SS394 (V.le Dante Alighieri).
Dalla parte
opposta della strada sorge la “Chiesa del Carmine” (2).
La chiesa della Beata Vergine del Carmine o Santuario del Carmine è stata costruita tra la fine del Quattrocento ed il Cinquecento. Si compone di un’unica ampia aula coperta da volte a crociera, cappelle laterali, un’abside semicircolare con calotta emisferica e un campanile seicentesco. La facciata, con vista sul lago, è impreziosita da una coppia di lesene corinzie e da un grazioso pronao che protegge il portale d’ingresso in arenaria rossa con la lunetta raffigurante la Madonna con Bambino. Tra le decorazioni interne ricordiamo i ricchi stucchi delle cappelle laterali e vari cicli di affreschi che includono la Natività, l'Annunciazione, la Crocifissione, i Profeti e Santa Caterina.
Usciti dalla
Chiesa ritorniamo sul percorso del “Parco a Lago” che termina in corrispondenza
del porticciolo della AVAV (Associazione Velica Alto Verbano) : da qui si
prosegue sul bel filare alberato che fiancheggia V.le Dante Alighieri.
Dalla parte
opposta al viale sorge il “Camin Hotel” (3).
La villa sede del Camin Hotel è stata progettata e costruita come residenza privata nel 1898 per desiderio della famiglia Hussy, originaria del cantone svizzero di Argovia. Disabitata per diversi decenni, ha subìto i danni del tempo e dell’incuria fino ai primi anni ’70 del secolo scorso quando una famiglia di imprenditori tedeschi, i Luz, hanno deciso di impegnarsi in una importante ristrutturazione. La struttura, con l’elegante torretta a loggiato a scrutare il lago, presenta ambienti e linee in pieno stile Liberty in uno scrigno di dettagli architettonici : dai soffitti riccamente affrescati agli splendidi pavimenti di mosaici di legno e graniglie, fino alle vetrate dal cromatismo avvolgente.
Dopo pochi
passi, sempre dalla parte opposta al viale, troviamo l’edificio dell’ex
“Albergo Sempione” (4).
Noto anche come “Albergo della Beccaccia” (prime menzioni dal 1811) mutò nome nel 1860. Nel 1848 vi alloggiò Garibaldi, prima della vittoriosa battaglia che qui si svolse il 15 agosto : a memoria di ciò venne eretto il “Monumento a Garibaldi” situato nello spiazzo poco più avanti.
Successivamente
giungiamo alla zona dove sorge “Palazzo Verbania” : (5).
L’attuale edifico di Palazzo Verbania nasce con il nome di Kursaal, realizzato per dotare Luino di un luogo destinato a feste, riunioni, conferenze ma anche di caffè e ristorante. Risalente ai primi anni del Novecento, la sua costruzione viene affidata all’architetto luinese Giuseppe Petrolo che realizza una sintesi felice dei maggiori modelli di spicco di quel periodo nei centri europei. Posizionato nel baricentro di Luino, il Kursaal è dunque uno dei primi palazzi liberty del lago, sicuramente il più bello.
Attraversiamo
in sicurezza sulle strisce pedonali per ammirare il “Monumento a Garibaldi”.
Questo fu il primo monumento in Italia dedicato all’Eroe dei due mondi quando questi era ancora in vita. Il monumento commemora l’avvenimento del 15 agosto 1848 quando Garibaldi, durante la prima guerra d’indipendenza, vinse la sua prima battaglia italica contro le truppe nemiche austriache con un’attacco a sorpresa sul lago. L’iniziativa per la realizzazione del monumento fu proposta nel 1863 dallo scultore Alessandro Puttinati; a causa della mancanza di fondi (il costo fu quasi completamente a carico del comune di Luino) i lavori si protrassero fino al novembre del 1867 quando il Puttinati terminò la statua. ll condottiero era stato realizzato in piedi con la spada impugnata in atto di cacciare il nemico e di incitare i suoi e indosso la camicia garibaldina da cui fuoriesce la catena dell’orologio. Sotto di lui, per innalzarlo, era stato posizionato un basamento quadrangolare gradinato con un piedistallo. La statua fu realizzata in cave di pietra di Brenno Useria, rivestita di marmo e posizionata in prossimità del lungolago, proprio dove ebbe luogo lo scontro e poi la vittoria. Nel corso del Novecento, per esigenze di traffico urbano, il monumento fu arretrato dalla posizione originaria per permettere la fluida circolazione delle auto, posizionandolo vicino a due maestosi alberi secolari di castagno.
Poco oltre il
Monumento a Garibaldi, al civico 6 di P.za Garibaldi sorge “Casa Barozzi” (6).
Casa Barozzi, sede del Caffè Centrale, fu costruita intorno al 1918. Interessanti le cancellate che si allineano a chiudere il porticato con movimentati ferri dalla caratteristica forma “a colpo di frusta”, forgiati dalla ditta Orsenigo di Milano. Sui balconi dominano mezzi busti in cemento dei principali autori d’opera italiani, singolare forma di pubblicità ideata dal primo proprietario che qui teneva un negozio di strumenti musicali. Sotto il portico del caffè, altri due busti in cemento e di recupero tramandano la memoria di due differenti glorie locali: il pittore leonardesco Bernardino Luini (ai primi del ’900 lo si credeva ancora originario di Luino) e il geometra che più contribuì alla crescita della città tra la fine dell’800 ed il ’900: Luigi Sbarra.
Attraversiamo P.za
Garibaldi fiancheggiando l’Oratorio dei SS. Giuseppe e Dionigi (7).
La Chiesa, da molti considerata un simbolo di Luino, è stata costruita tra il 1664 e il 1666 per volere del feudatario locale, il conte Ruggero Marliani. Nata come cappella privata, la chiesa è stata successivamente donata al borgo. La fabbrica, priva di campanile, si compone di un’aula ottagonale con cappelle e presbiterio rettangolari. Molto bella la facciata a capanna, quasi interamente protetta da un alto portico su colonne corinzie e terminante con angeli in pietra. Il portale in pietra è arricchito da un elegante fastigio e ai lati da due statue in nicchia, raffiguranti San Giuseppe e San Dionigi. L’apparato decorativo interno si basa su un delicato color rosa pastello, con capitelli corinzi e una complessa volta a vela. La chiesa conserva un organo tardo barocco del 1683 e tre tele che adornano l’altare maggiore, raffiguranti lo Sposalizio della Vergine, l’Annunciazione e la Natività.
Continuiamo
sull’ampio marciapiede a lato di Via Piero Chiara dove si erge il magnifico
edificio attualmente sede della BPER Banca mentre ai tempi di Piero Chiara vi
aveva sede la “Banca Popolare di Luino” (8).
La Banca Popolare di Luino fu fondata il 7 febbraio 1885 su iniziativa di un gruppo di imprenditori e professionisti italiani e svizzeri. La sede venne stabilita nel signorile “Palazzo Crivelli”, ricostruito nel 1773 su progetto dell’architetto Felice Soavi. L’edificio costituiva l’ala sud di un unico complesso, variamente trasformato nei secoli e mai completato secondo quel grandioso progetto unitario che gli ultimi feudatari locali, i Crivelli, avevano affidato nel 1775-78 all’architetto Carlo Felice Soave: un unico palazzo che abbracciasse, con un fronte di oltre 120 metri, tre corpi di fabbrica e si saldasse in unità, verso sud, con la cappella gentilizia di San Giuseppe. Venne successivamente rialzato su progetto dell’ingegnere G. Campagnani di Germignaga e dal 1911 ospita la Banca.
Entriamo ora a
dx in P.za Crivelli Serbelloni e dopo 70 mt raggiungiamo Via Vittorio Sereni :
di fronte a noi è ubicato l’edificio dell’ex “Albergo Metropole” (9).
Nel 1899 Natale Gasciarini, cuoco luinese, decise di costruire un nuovo albergo in quest’area strategica ed inaugurò il Metropole nel 1900. Punto di forza era la squisitezza della cucina luinese che veniva servita nel grande salone rivolto al passeggio pubblico. Sino al 1937 l’edificio era coronato da un eclettico diadema di guglie gotiche, con funzione di richiamo per i turisti che sbarcavano dai vaporetti provenienti dalle Isole Borromee. L’albergo rimase in attività sino alla Prima Guerra Mondiale quando, interrotto il servizio ferroviario per il Gottardo, la “Belle Epoque” luinese si avviava al declino.
Tornati in P.za
Crivelli Serbelloni possiamo ammirare l’imponente edificio del “Municipio”
(10).
Questo edificio costituiva l’ala sinistra del grandioso progetto iniziato nel 1775 dai Crivelli, subentrati nel feudo dei Marliani, di cui faceva parte anche l’edificio della Banca di cui vi abbiamo parlato sopra.
Al termine
della piazza attraversiamo sulle strisce pedonali pervenendo in P.za Libertà dove
troviamo l’Imbarcadero.
Superato
l’imbarcadero fiancheggiamo l’edificio dell’ex “Hotel Ancora” in corso di
ristrutturazione e raggiungiamo l’ampio spiazzo con gradinata che conduce fino
alle acque del Lago Maggiore.
In questa zona sono
situati il “Porto Vecchio” (11) ed il “Caffè Clerici”.
La cittadina era luogo d’approdo già alla fine del secolo XII, come snodo sia di percorrenze locali tra il lago e le valli, sia di lunghi tragitti per Como e la Svizzera. Per questo motivo, con il tempo, si fece naturale e necessaria la costruzione di un porto che facesse approdare almeno le barche più piccole. Nel 1845 avvenne così la realizzazione del primo punto d’attracco del territorio circostante e il nome antico che gli fu dato, Porto Vecchio, gli attribuisce l’esatto valore storico che in effetti ha. Nel 1954 è stata realizzata una Madonnina ricoperta d’oro, oggi considerata da tutti il simbolo di Luino. La statua della Vergine, modellata a imitazione di quella del Duomo di Milano, è rivolta alla distesa di lago che ha di fronte a sé a protezione della cittadina lacustre. La posa sull’alta colonna è avvenuta l’8 dicembre di quell’anno, giorno dell’Immacolata Concezione. Lungo il muraglione sono state posizionate tre bandiere, in rappresentanza di Comunità Europea, Repubblica Italiana e Città di Luino.
Sul porto si
affaccia il “Caffè Clerici” luogo di ritrovo culturale tanto caro a Piero
Chiara.
Qui lo scrittore luinese, nato dall’altra parte della strada nel 1913, passava intere giornate. Tante opere sono nate tra quelle mura: Chiara traeva ispirazione da aneddoti autobiografici oppure da storie vere, raccontate dalla gente e ascoltate al bancone del caffè o con la stecca in mano. Nel 2013, in occasione del centenario della sua nascita, è stata realizzata una targa commemorativa in granito, affissa all’esterno del Caffè Clerici. Essa recita «In Luino vi è qualche cosa di inesprimibile e di spirituale che non può andare vestito di parole. È qualche cosa di più che la tinta locale, è quel mistero di attrazione che fa innamorare di un luogo senza che ci si possa dar ragione del motivo»
Passando sotto
al porticato con colonne del “Caffè Clerici” si raggiunge la SS394 : di fronte
si staglia “Casa Zanella” e il “Due Scale” (12).
Casa Zanella, storico palazzotto di fine '700, è stato dimora di famiglie nobili ed illustri. Nel recente passato è stata la casa nativa del celebre scrittore Piero Chiara, il quale vi ambientò diversi racconti inseriti nel volume “Di casa in casa, la vita” del 1988. L’edificio risale al XVIII secolo ed è situato nel cuore storico di Luino, in Via Felice Cavallotti, dove ha orbitato per anni la vita del luinese. Oggi il fascino di quel complesso, che ha mantenuto il nome “Due Scale” come il vecchio ristorante, esistito fin dai primi del’900, è dato dalla pregiata identità architettonica e dalla storia di costume cui inevitabilmente rimanda. Luogo di affascinante bellezza, nelle sale del piano primo ha sede il ristorante “Due Scale” con ampi camini in granito rosa di Baveno mentre all’ultimo piano si trovano prestigiose residenze.
Attraversiamo
in sicurezza sulle strisce pedonali e saliamo lungo “Via Felice Cavallotti” (13).
In antico denominata Contrada dei Mercanti è animato centro del borgo, cara a Piero Chiara che vi trascorse l’infanzia. Ai primi del ‘900 fu intitolata a Felice Cavallotti che a Luino godette di grande popolarità per la polemica con il deputato Menotti e durante il fascismo al quadrunviro Michele Bianchi. Molti portoni si aprono su bei cortili, il colonnato ed il loggiato al civico 49 risalgono al XVII secolo. Merita una passeggiata in ogni stagione : i commercianti delle numerose botteghe che vi si affacciano periodicamente addobbano la via con tanta creatività e con decorazioni a tema.
All’incrocio
andiamo a dx sempre in Via Cavallotti fino a giungere in P.za Papa Giovanni
XXIII dove sorge la “Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo” (14).
Edificata sul sito della precedente Chiesa cinquecentesca, attribuita a Pellegrino Tebaldi, rappresenta un raro esempio di chiesa neoclassica sulle sponde del Verbano. La Chiesa è stata interamente ricostruita tra il 1836 e il 1840 su progetto dell’Arch. Natale Pugnetti nativo di Garabiolo. L’edificio ha pianta a croce latina, con tre navate e abside semicircolare. La facciata è di stampo neoclassico, con andamento a salienti e trabeazione poggiante su quattro colonne doriche. Tra le decorazioni il settecentesco altare maggiore, la copertura con volte a botte ed a crociera, gli affreschi di Raffaele Casnedi raffiguranti gli Evangelisti e la pala con la Madonna del Carmine assieme ai Santi Francesco e Giovanni Battista, realizzata nel 1647 da Giovan Battista Discepoli. L’organo risalente al 1907 è opera di Vincenzo Mascioni.
Torniamo
all’incrocio e prendiamo a sx in Via Pellegrini, sul lato sx dell’ex “Salone
Parrocchiale Giovanni Pellegrini” diparte un vicolo che ci conduce al
parcheggio di Via Luigi Sbarra : proseguiamo a dx in P.za San Francesco per poi
salire sull’asfalto di Via Lugano.
Percorsi 140
mt, al civico 5, possiamo ammirare “Villa Guerrini” (15).
La villa è una delle prime opere progettate dall’architetto Giuseppe Petrolo a Luino. Questa villa, come altre del periodo servirà poi da ispirazione per il progetto di Palazzo Verbania. Villa Guerrini, risalente al 1902, è caratterizzata da un ampio e sicuro impiego di muri lisci , da motivi decorativi a onda graffiti nell’intonaco e dalla terminazione dei volumi con tetti a terrazza.
Facciamo il
percorso a ritroso per tornare in P.za San Francesco : andiamo a sx in Via
Confalonieri per 40 mt per poi proseguire a sx in Via S. Pietro.
Dopo 260 mt
perveniamo al civico 43 dove è situata l’entrata di “Villa Petrolo-ora Filippi”
(16).
La grande villa fu costruita nel 1908 dall’architetto Giuseppe Petrolo come sua dimora in fregio alla silenziosa stradina che dal centro storico di Luino giunge alla chiesa medievale di San Pietro. Poderosamente innalzata sopra un basamento in finta pietra, a dominio del panorama, è al centro di un vasto e bel parco. Attualmente proprietà Filippi, conserva interni e soffitti affrescati secondo il gusto dell’epoca.
Proseguiamo in
Via S. Pietro per 320 mt fino a pervenire alla “Chiesa di S. Pietro in Campagna”
(17).
Costruita nel XII secolo, la Chiesa è stata in seguito ampliata e modificata. Del primitivo impianto rimangono solo un’abside preromanica (scoperta durante i recenti restauri) e il magnifico campanile datato alla fine del 1100 con sfondati, bifore e fusto interamente in ciottoli a vista. L’edificio ha pianta rettangolare con tre navate e abside poligonale. La facciata è a capanna, con i due corpi laterali più bassi ed uniti al centrale con delle volute. I luminosi interni conservano lacerti di affreschi cinquecenteschi, tra cui un'Adorazione dei Magi, due santi (forse Sant’Ambrogio e Sant’Agostino) e un antico affresco medievale raffigurante la Natività.
Continuiamo
fino al termine di Via S. Pietro, attraversiamo sulle strisce pedonali ed
andiamo a sx dove, in Via Creva 4, è situato l’ingresso di “Villa Flora” (18).
La villa è stata costruita tra il 1880 e il 1885 come seconda residenza della famiglia Hussy. Oggi è sede di associazioni locali ed è visitabile. La dimora si presenta come un grande blocco, con sviluppo su tre livelli e pianta quasi quadrangolare. Le facciate, rivestite in bugnato liscio, alternano graziosi balconcini in ferro battuto, finestre con cornici di diversi stili e medaglioni in pietra. All’interno si conservano molti ambienti tra cui la loggia, la biblioteca, lo studio al piano nobile e alcune camere da letto. Nella villa si mantengono anche i parquet, il grande scalone, elaborati stucchi, le vetrate istoriate e due grandi stufe in maiolica.
Facciamo il
percorso a ritroso per tornare alla “Chiesa di S. Pietro in Campagna” (17) ed
andiamo a sx in V.le delle Rimembranze.
Proseguiamo in
Via B. Luini passando sotto al ponte della Ferrovia. Sulla dx di P.za
Risorgimento è stato inaugurato nel 2024, in occasione del 250° anniversario
della Guardia di Finanza, il Largo Fiamme Gialle d’Italia. Il Largo è
prospiciente alla “Caserma Magg. Gioachino Silani”, sede storica luinese della
Guardia di Finanza (19).
A lato della Caserma si estende il “Parco Ferrini” recentemente riqualificato.
In P.za
Risorgimento è situato, in un’ampia rotonda, il “Monumento ai Caduti”.
Il Monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre rappresenta l’Allegoria della morte del soldato ed è opera dello scultore Pietro Zegna. Sopra un alto basamento roccioso è posto un gruppo scultoreo in bronzo raffigurante due uomini morenti coperti solo da un semplice perizoma.
Ci dirigiamo
ora verso C.so XXV Aprile dove si trova l’ingresso a “Villa Hussy” (20).
L’impianto originario della villa e del giardino è del 1876 ad opera della ricca famiglia Barozzi (già proprietaria di altri complessi nei dintorni) e la struttura esterna si presentava molto diversa da quella attuale, a pianta quadrata. Un primo cambiamento planimetrico si registra a fine Ottocento con Pietro Pozzi che modifica lo scheletro della casa, avvicinandosi molto all’articolazione rettangolare attuale. Altri lavori interessarono la parte estetica della villa a seguito dell’acquisto del complesso da parte di Giuseppe Battaglia nel 1908: sulla facciata rivolta verso C.so XXV Aprile furono realizzate una serie di verande sovrapposte sormontate da terrazze e un bow window, fregi e balaustre ingentilirono gli impianti con lontani accenni liberty e una sobria scala con un’elegante ringhiera in ferro battuto collegò i piani della casa. Alla morte del proprietario, avvenuta nel 1935, la villa passò nelle mani della famiglia Hussy anch’essa possidente di altre quattro dimore, che a sua volta la donò alla Città di Luino nella seconda metà del Novecento. Il comune attraverso un importante intervento alla struttura dell’edificio ed al parco che la circonda, ha trasformato la villa liberty in polo culturale moderno ed attrezzato così da trasferirvi, nel corso degli Anni 2000, la Biblioteca Civica. Il polo culturale di Villa Hussy si estende su tre piani oltre al deposito sotterraneo per una superficie complessiva pari a 690 mq.
Usciamo dal
Parco di Villa Hussy in C.so XXV Aprile e proprio di fronte a noi troviamo il
“Teatro Sociale Fo Rame” (21).
Il Teatro Sociale di Luino, la cui costruzione fu deliberata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Luino, venne inaugurato il 5 Gennaio 1890. Le prime rappresentazioni ebbero luogo nel maggio dello stesso anno. Oltre alle attività e rappresentazioni teatrali, ospitava al suo interno anche aule per la scuola di disegno, una sala riunioni e un caffè con tanto di salotto a servizio del teatro. Fu dotato di palchi nel 1894. Il teatro diventò così centro di una vita di paese accesa, con feste, riunioni, stagioni di spettacoli d'ogni genere ed infine anche il cinema. Tra il 1924 e il 1929 fu sottoposto a una serie di rivisitazioni, seguite da alterazioni del doppio ordine di gallerie della sala teatrale, prima nel 1949 e poi nuovamente nel 1969, con una variazione radicale a favore dell'attività cinematografica, attraverso l'aumento dei posti a sedere e l'eliminazione dell'ingombro visivo dato dalle colonnette che fornivano sostegno ai palchi. A partire dal 1990 l'edificio entrò in una fase di restauro finalizzato ad aumentarne la funzionalità, con la modifica degli impianti e il restauro che ne ha impreziosito il frontone. Oggi il Teatro Sociale è destinato ad attività culturali quali spettacoli teatrali, concerti, incontri e convegni.
Proseguiamo in
C.so XXV Aprile fino al civico 60 dove è situato il “Villino De Albertis” (22).
L’edificio fu costruito nel 1908 su progetto dall’architetto Giovanni Terragninj di Milano dall’impresa locale Barassi e Bini. La famiglia De Albertis era originaria di Milano e aveva un’impresa edile. La villa presenta il consueto schema a torretta con trifora e forme piuttosto irrigidite: interessanti i ferri, con acroterii ai lati del balcone della torretta, e la cancellata decisamente più sinuosa nei decori a cerchi.
Dopo un
centinaio di mt raggiungiamo P.le Marconi dove è ubicata la “Stazione
Internazionale del Gottardo” (23).
La stazione internazionale di Luino fu progettata dall’architetto Giovanni Faini e fu costruita per la realizzazione della linea ferroviaria Novara-Luino-Pino, sulla direttrice Genova-Gottardo. Rappresentava un punto di snodo strategico tra la rete ferroviaria italiana e quella svizzera ed era deputata allo svolgimento delle attività doganali. La linea ferroviaria , venne costruita dalla Società Strade Ferrate del Mediterraneo sotto la direzione dell’ingegnere A. Giambastiani di Livorno. Il cantiere per la costruzione della Stazione fu avviato nel 1881 da parte della ditta Pellini & Negretti, vincitrice della gara d’appalto. I lavori furono terminati nel 1882 e rappresentò un vero e proprio monumento al progresso. Grandiosa, soprattutto in relazione ai luoghi limitrofi, la stazione di Luino guadagnò non poche citazioni sulle guide turistiche dell’epoca. L’ambiente di maggior pregio era il salone delle dogane: grande, centrale e con il pavimento in marmo permetteva l’accesso diretto ai binari. Inoltre vi erano situati caserme, magazzini, depositi e sale d’aspetto. In merito all’apparato decorativo il criterio prevalente fu quello di riadattare, semplificandoli, alcuni motivi già presenti alla Stazione centrale di Milano, costruita entro il 1863 prendendo suggerimento da alcune residenze francesi. Per questo erano presenti tramezzi in ferro e vetro, colonne e finte finestre che garantivano continuità distributiva, frontoni, stemmi e in cima alla struttura un grande orologio a due quadranti indicante uno il tempo di Roma e l’altro quello di Berna. Progettata dal miglior specialista del settore in Italia, l’ingegnere Giovanni Battista Biadego, altra opera maestosa realizzata era stata la tettoia in ferro che copriva il fascio di binari con ampie lastre in vetro. Tuttavia questa fu smantellata nel 1941, quando il materiale fu convertito in armamenti per sostenere gli sforzi della Seconda guerra mondiale. Nonostante le spogliazioni subite, la stazione di Luino può contare attualmente su ambienti per buona parte vicini alla situazione originaria, che offrono ancora un quadro sostanzialmente ben conservato. Oggi il piazzale ferroviario è dotato di sei binari passanti, di cui tre utilizzati per il servizio viaggiatori e provvisti di banchine. Nel 2017 sono stati rinnovati oltre 21 km di binari e 18 km della linea d’alimentazione elettrica dei treni ed è stato realizzato un sottopasso.
La rimessa
locomotive, che era stata costruita nel 1882 in occasione dell’apertura del
traforo del San Gottardo, è oggi diventata sede del Museo Ferroviario del
Verbano. Tra le locomotive presenti, anche una a vapore ancora funzionante,
oggi utilizzata per i treni turistici che periodicamente vengono organizzati.
Attraversiamo
ora il Piazzale ed imbocchiamo V.le Amendola; poco distante dalla rotatoria, al
civico 2A, è ubicato il “Villino Luini-Carletti” (24).
Villa Luini-Carletti è un complesso di edifici cresciuti a poca distanza temporale e fisica l’uno dall’altro. Dopo il primo villino del 1908 e un modesto villino di servizio, nel 1912 fu costruita la villa principale. Autore di tutte le opere fu l’ingegnere Federico Luini.
Costruita su un
lotto in angolo tra V.le Dante Alighieri e la strada di accesso alla stazione,
perpendicolare alla litoranea, la villa si innalza con una torretta affacciata
verso il lago e aperta dalla consueta finestra tripartita. I profili della
trifora sono rastremati da sporgenze sinuose delle modanature. Tutto il
sottogronda è arricchito da un ricercato gioco di pendenti in legno, retaggio
ancora eclettico mentre le cornici delle finestre presentano un elegante
commistione di motivi geometrici e floreali.
Fiancheggiamo
la SS394 (V.le Dante Alighieri) sul marciapiede a sx per poi attraversare, in
corrispondenza del distributore di benzina, sulle strisce pedonali per tornare
al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto.
Nella galleria fotografica alla
fine del post troverete tutte le foto del percorso.
Lunghezza percorso : circa 5 km
Tempo di percorrenza : 1 ora e 45
minuti circa
Aggiornato a gennaio 2026
Galleria fotografica percorso






























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