“Percorsi del Cuore” : Cavaria con Premezzo

 


Il progetto dei “Percorsi del Cuore” è stato realizzato nell’ambito del Distretto del Commercio dei Castelli Viscontei (costituito nel 2010) e ha determinato la creazione di sette itinerari segnalati con apposite indicazioni e arricchiti da spazi di sosta e aree attrezzate. Il progetto è stato finanziato con fondi di Regione Lombardia e si è avvalso della collaborazione di Confcommercio Gallarate e dell’Università degli Studi dell’Insubria. I comuni coinvolti sono: Jerago con Orago (capofila), Arsago Seprio, Besnate, Cavaria con Premezzo, Casorate Sempione, Oggiona Santo Stefano e Solbiate Arno. I percorsi, concepiti ad anello, sono stati progettati per connettere le aree verdi, i centri storici, le zone commerciali e gli spazi fitness. Lo sviluppo chilometrico complessivo di circa 60 km determina una rete capillare di itinerari che favorisce la scoperta del territorio sia per i residenti sia per i visitatori. Per unificare visivamente e concettualmente il progetto, è stato ideato un logo che sintetizza l’essenza dei “Percorsi del Cuore”, legandoli a un’importante connessione storica: il periodo del Contado del Seprio. I comuni coinvolti facevano infatti parte di questo antico contado, il cui stemma era caratterizzato da uno scudo bordato di blu con una scacchiera bianca e rossa.

In questo post vi racconteremo la nostra escursione lungo l’Anello di Cavaria con Premezzo.

Percorrendo la A8 prendiamo l’uscita per Cavaria e proseguiamo in Via IV Novembre per 110 mt, svoltiamo a dx in Via Autostrada, all’incrocio andiamo a sx in Via Battisti e dopo 100 mt in Via XXV Aprile. Perveniamo quindi sulla SS341 che seguiamo per 450 mt per poi svoltare a dx in Via Diaz. Seguiamo le indicazioni per la Stazione FS ed andiamo quindi a dx in Via Montegrappa. Passiamo sotto il ponte della ferrovia e subito dopo il parcheggio imbocchiamo la salita di Via Curioni a sx. Giunti nella zona della Stazione FS lasciamo l’auto nell’ampio e gratuito parcheggio.


La Stazione Ferroviaria di Cavaria (1) è un edificio inaugurato nel novembre del 1903, dopo quasi vent’anni dalla costruzione del tronco tra Gallarate e Varese. Simbolo e orgoglio dei cittadini, fu realizzata grazie al desiderio dell’allora Ministro Scipione Ronchetti, a cui è dedicata la via sottostante la stazione. Nata inizialmente come stazione di Cavaria-Oggiona, venne rinominata nel 1950 in Cavaria-Oggiona-Jerago, dopo numerosi tentativi di quest’ultimo comune di venire inserito nel nome della stazione. Durante gli anni ’60 la Stazione era piena di vita e unitamente alla piazza della Chiesa e ai giardini di Cavaria, era un punto di ritrovo, di passeggio serale e domenicale per le famiglie, i giovani e gli anziani.


Di fronte alla Stazione (1) attraversiamo sulle strisce pedonali che ci conducono alla scalinata che ci consente di raggiungere la sottostante Via Ronchetti (SS341).

Sul muro laterale della scalinata è stato realizzato il murale “Viaggiare per crescere” inaugurato il 14 aprile 2019. L’opera è stata voluta e realizzata dal “Consiglio delle Bambine e dei Bambini” sotto la guida del maestro d’arte Giovanni Magnoli.


Attraversiamo la SS341 in sicurezza sulle strisce pedonali e proseguiamo sul marciapiede per 100 mt per poi entrare a sx in Via S. Rocco : dopo 50 mt alla nostra sx si trova l’Oratorio di San Rocco (2).


L’Oratorio è stato edificato negli anni 1772-1773 dalla Confraternita del Santissimo Sacramento. Il grazioso edificio si compone di un’aula unica coperta da volta a botte con abside rettangolare. I fianchi della chiesa sono in pietra e ciottoli a vista mentre la facciata a capanna, preceduta da una breve scalinata, è intonacata. Il portale trilitico è sormontato da un affresco a tondo e da una finestrella con vetrata artistica. Le pareti interne sono spoglie, ad eccezione della pala d’altare in cornice di marmo, che raffigura San Carlo Borromeo e San Rocco inginocchiati ai piedi della Vergine che regge il Cristo morto.

Entriamo ora a dx in Via S. Quirico fino a raggiungere l’ampia P.za Giovanni XXIII : qui si erge la “Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta” (3).


La Chiesa è stata costruita all’inizio dell’Ottocento. Sostituì un precedente luogo di culto, sempre dedicato ai santi patroni, appartenente all’antico monastero soppresso nel XVI secolo da San Carlo Borromeo. L’edificio si compone di una pianta a croce latina con aula unica, abside semicircolare e due locali laterali che ai aprono tra il presbiterio e i bracci del transetto. Rigorosa la facciata a capanna, con la sezione inferiore interamente occupata da un pronao su pilastri. La superficie superiore, al cui centro è collocata una vetrata artistica, è scandita da due coppie di lesene con capitelli ionici e dal timpano sommitale. Imponente il campanile, che si innalza da un fianco della facciata e termina con un’elaborata guglia goticheggiante. Ricchi gli interni con paraste in marmorino, capitelli corinzi e affreschi parietali. La decorazione è avvenuta in due fasi, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento.

Arrivati al termine della Piazza andiamo a sx in Via Mazzini per 90 mt, entriamo a dx in Via De Nicola fino a raggiungere l’incrocio con Via Cadorna. Fiancheggiamo verso sx il parcheggio per poi attraversare sulle strisce pedonali : di fronte a noi si apre P.za Sandro Pertini con il suo parco, un vialetto pedonale ci conduce all’edificio del “Municipio” (4).


All’interno del parco antistante il Municipio si trovano un’area giochi e testimonianze storiche come i due mortai in pietra (detti “Mulino dei Poveri”) precedenti al XVIII secolo provenienti uno da “Cascina Mattia” e l’altro da “Cà Nöa”.

Vicino al Municipio, nella zona dove sorgeva l’ex Quadrelli Bilanciai (storica azienda cittadina), il 12 dicembre 2021 dopo un lungo iter è stato inaugurato il “Parco della Pesa”.

All’interno del Parco si trovano diverse installazioni, citiamo : un’aiuola che ospita un ulivo, realizzata con davanzali in stile Liberty recuperati dalla demolizione della Tessitura Maino; una lapide donata dalla Sig.ra Cesarina Quadrelli in ricordo della famiglia che ha fondato l’azienda (Pio, Luigia e Lucia Quadrelli) ed un monumento della U.S. Cavariese in memoria di Tino Guffanti.


Terminata la visita al Parco fiancheggiamo il retro del Municipio in Via Matteotti per poi entrare a dx in Via Volontari di Protezione Civile, strada inaugurata il 12 dicembre 2021 come riconoscenza del loro impegno durante l’emergenza Covid.


Lungo il muro in mattoni a vista che delimita una proprietà privata si possono ammirare altre installazioni del “Parco della Pesa” : la scultura “Il volo magico” di Carmelo Todoverto, donata dai soci del Centro artigianale di Cavaria; l’antico Maglio utilizzato per la creazione di strumenti agricoli a partire dalla fine del XIX secolo dal “Farè” del paese (Officina agricola “Carlo Cattaneo”) ed infine la Pesa in cemento armato che dà il nome al Parco. Essa fu realizzata negli anni Cinquanta per la prima volta in Italia su brevetto tedesco da Pio Quadrelli e ricorda la storica produzione industriale del Comune legata alle bilance, ora è diventata parte integrante del marciapiede.

Al termine della via Volontari di Protezione Civile andiamo a sx in Via Cadorna fino a pervenire all’incrocio con Via Ronchetti (SS341) su cui proseguiamo verso dx per 95 mt.

Attraversiamo sulle strisce pedonali ed entriamo nel Giardino Comunale dove sorge il palazzo del “Vecchio Municipio” (5).


Il palazzo ottocentesco del Vecchio Municipio ha rappresentato il cuore dell’amministrazione civica per diversi decenni, fino alla costruzione dell’attuale municipio più moderno e funzionale. Oggi l’edificio, situato in posizione centrale a pochi passi dalla stazione e dal centro storico, ospita al piano terra una Pasticceria ed al piano superiore una sala espositiva per eventi culturali.

Usciti dal Giardino entriamo in Via Diaz e passiamo sotto il ponte della Ferrovia, poco oltre alla nostra sx troviamo la segnaletica dell’Anello dei “Percorsi del Cuore” (sentiero 516A) e seguiamo le indicazioni in direzione “Passeggiata Mia Martini-Belvedere Alfredo Carabelli-Oasi dei Fontanili”.


Andiamo quindi a sx in Via Fermi, dopo 175 mt ritroviamo la segnaletica dell’Anello ed entriamo a dx in Via Adda, a metà della via imbocchiamo il Percorso Naturalistico all’interno del Parco pubblico “Magic Park dei Gelsi” (6).


In questo parco, oltre a zone di sosta, si trova un’area fitness, alcuni giochi per bambini ed un campo da basket intitolato all'ex parroco don Giovanni Villa.

Al termine del Percorso Naturalistico si giunge in Via Ticino, attraversiamo sulle strisce pedonali ed imbocchiamo la salita della “Passeggiata Mia Martini” (7).


La passeggiata, intitolata a una delle grandi voci della musica italiana, è stata inaugurata nel 2022 e collega la parte alta con quella bassa del comune di Cavaria con Premezzo. Questo percorso, lungo circa duecento metri, parte da Via Ticino e conduce al Cimitero di Cavaria. All’interno del Cimitero riposa Domenica Rita Adriana Bertè, al secolo Mia Martini, scomparsa nel 1995. Vi segnaliamo che il Cimitero è chiuso di giovedì.

Fiancheggiando il Cimitero proseguiamo sul viale in porfido alla cui dx sorge il “Parco della Memoria” (8).

Inaugurato il 1° maggio 2021, il Parco della Memoria celebra la storia del paese attraverso i nomi di persone che hanno lasciato un’impronta significativa nella comunità.

All’interno del parco sei figure sono commemorate attraverso installazioni dedicate: l’infermiera ed ex consigliere comunale Rita Chiaravalli, l’imprenditore Fulvio Chiaravalli che ha donato il cannone della battaglia di El Alamein, don Sandro Re già parroco di Cavaria per tanti anni, suor Mercede dell’asilo di Premezzo, Antonio Spanò fondatore della Pro Loco e Luca Procopio, un giovane deejay scomparso prematuramente.

Nel Parco si trovano anche i Monumenti ai Caduti di Cavaria, di Premezzo ed una Croce.

Il monumento ai Caduti di Cavaria si presenta con basamento a pianta quadrangolare al cui vertice è stato posto un complesso scultoreo, un soldato sorretto da una persona. E’ presente una lapide che riporta i Caduti di Cavaria per la patria. Sulla lapide sono presenti un cerchio, circondato da un ramoscello di ulivo, in cui si vedono due uomini armati, l'uno ucciso dall'altro ed un altro cerchio, circondato da ramoscelli di quercia, in cui è inciso un uomo che cavalca un toro. Il monumento è stato inaugurato il 04/11/1922 e posto in Via Ronchetti alle spalle del caseggiato della Chiesa, poi spostato nei giardinetti di fronte al vecchio municipio e nell'anno 2005 è stato risistemato nella collocazione attuale.


Il monumento ai Caduti di Premezzo, posizionato vicino a quello dedicato ai Caduti di Cavaria, è circondato da una ringhiera su cui sono posti due elementi decorativi a forma di girandola. È composto da tre parti: un pilastro, una lapide e una stele. Il pilastro è in marmo con decorazioni geometriche in oro sulla parte superiore del lato frontale. Al centro è incisa una scritta e poco sotto è rappresentato il tricolore italiano, che abbraccia come un nastro il tronco del pilastro. Alla sinistra di questo è posta una lapide commemorativa poggiata su un basamento più piccolo che ripropone il disegno del pilastro, ai piedi della lapide c’è un parallelepipedo di pietra in cui sono incastonati cinque contenitori per fiori, accanto al lato opposto è poggiata una piccola stele al cui vertice è presente un’aquila bronzea con le ali spiegate : si legge la scritta “Guerra 1915-18”. Poco sotto è visibile il simbolo della Repubblica italiana. Il monumento è stato inaugurato nel 1932 e collocato in via Padre Reginaldo Giuliani, dal 2005 si trova nella collocazione attuale.


Accanto al Monumento sono posizionati un cannone inglese da 25 libbre ed un proiettile navale da 300 mm.

Altro simbolo presente è una croce in metallo a ricordo delle Sante Missioni dei Padri Passionisti di Premezzo, datato ottobre 1959.




Saliamo sul vialetto a fianco della croce per arrivare sul marciapiede di Via Minniti che percorriamo verso sx, nel prato alla nostra sx è ubicato il “Belvedere Alfredo Carabelli”.


Continuiamo sul marciapiede fino a ritrovare la segnaletica dell’Anello (sentiero 516A) che ci indica la direzione “Premezzo-Sentiero Strona-Oasi dei Fontanili”.


Attraversiamo sulle strisce pedonali e saliamo a dx in Via Ronco

Al termine di Via Ronco giungiamo in Via Minniti che percorriamo verso dx continuando in Via Montello.

Siamo ora nella frazione di Premezzo e la puntuale segnaletica dell’Anello (sentiero 516A) ci accompagna indicandoci la direzione “Sentiero Strona-Oasi dei Fontanili”.


Giunti alla diramazione di Via Montello, in corrispondenza del cartello segnaletico del “Parco della Valle del Boia”, prendiamo la strada alla nostra sx ignorando la deviazione per il Parco.

Dopo pochi mt troviamo una nuova diramazione, seguiamo le indicazioni della segnaletica dell’Anello (sentiero 516A) posta sotto al cartello di Via Montello “Sentiero Strona-Oasi dei Fontanili” ed imbocchiamo il tratto asfaltato subito alla nostra sx.

Il percorso si fa sterrato attraversando il bosco, nella parte finale fiancheggia una recinzione fino a pervenire alle prime abitazioni di Via Don Milani.


Proseguiamo fino a raggiungere Via Don Figini che percorriamo sul marciapiede verso sx.

All’incrocio andiamo a dx in Via Padre Giuliani per 80 mt per poi continuare a dx in Via Sant’Antonino : nel piccolo slargo sorge la “Chiesa di Sant’Antonino Martire” (9).


La Chiesa risale al XVI secolo quando era parte della parrocchia di Caiello, oggi territorio gallaratese. Tra Ottocento e Novecento l’edificio è stato ampliato e ha cambiato orientamento. Si presenta oggi con pianta rettangolare ad aula unica, cappelle laterali ed abside semicircolare. Dal lato nord si innalza il campanile, con lesene corinzie lungo il fusto e terminazione piramidale. Molto ricca la facciata a vela, introdotta da una breve gradinata. La superficie è scandita da due coppie di lesene corinzie che sostengono il timpano sommitale. Il portale è sormontato da un frontone semicurvo con ricco fastigio e dal vivace mosaico di Sant’Antonino. La chiesa conserva un magnifico soffitto ligneo cassettonato che, nelle sue parti più antiche, risale al XVI secolo. Le decorazioni pittoriche della copertura sono state realizzate all’inizio del Novecento, quando furono affrescati anche le pareti della navata e l’abside. Nella cappella dei Re Magi e dell’Annunciata si mantiene inoltre un pregevole affresco cinquecentesco con l’adorazione dei pastori.

Fiancheggiamo la Chiesa sulla dx immettendoci in Via del Laghetto che percorriamo per 300 mt fino a ritrovare la segnaletica dell’Anello (sentiero 516A) che ci indica la direzione “Sentiero Strona-Oasi dei Fontanili”.


Entriamo quindi sul sentiero alla nostra sx inoltrandoci in un’area prativa e poi nel bosco fino a ritrovare la segnaletica dell’Anello (sentiero 516A) che ci indica la direzione “Sentiero Strona-Oasi dei Fontanili”.

Continuiamo verso dx inoltrandoci su un sentierino che, a tratti, costeggia la roggia Sorgiorile.



Successivamente si perviene ad un ponte in legno sulla roggia davanti al quale è posta una transenna del “Parco Lombardo della Valle del Ticino” con la scritta “Attenzione! Percorso chiuso”. Non rientra nel nostro tragitto ma è bene segnalarlo.

Proseguiamo quindi ancora per pochi passi fino a raggiungere una radura dove è posta la segnaletica del “Sentiero Strona” (che ignoriamo) mentre invece seguiamo la segnaletica dell’Anello (sentiero 516A) che ci indica la direzione “Oasi dei Fontanili”.


Il Parco “Oasi dei Fontanili” è un’ampia e importante zona umida protetta, che si estende per circa 25 ettari tra Besnate e Cavaria con Premezzo. L’area è alimentata da acqua di risorgiva e circondata da ontani neri, salici cinerini e cannucce di palude.

Questo tratto del percorso è asfalto e ciclopedonale costeggiando la roggia Sorgiorile.


Fatti 330 mt si perviene al Punto di osservazione dell’Oasi dei Fontanili (10).


Dalle feritoie della barriera in legno si può ammirare una suggestiva palude con un canneto, sono presenti anche pannelli didattici che offrono informazioni sulla flora e la fauna locali.

Dopo 300 mt alla nostra sx si trova un altro ponticello su cui prosegue il “Sentiero Strona”, noi invece proseguiamo seguendo le indicazioni della segnaletica dell’Anello (sentiero 516) che ci indica la direzione “Valle del Boia-Area di sosta-Cavaria con Premezzo”.


Ci inoltriamo quindi in una vasta zona prativa che ci conduce in Via Mons. Zocchetta : qui si trova un pannello del “Percorso Natura” e la segnaletica dell’Anello (sentiero 516) che ci indica la direzione “Valle del Boia-Area di sosta-Cavaria con Premezzo”.


Il sentiero da percorrere è quello contrassegnato dal cartello del “Divieto di Accesso” con sotto la targa del “Parco Ticino”.

Dopo circa 250 mt troviamo un guado che ignoriamo, proseguiamo per pochi passi e questa volta attraversiamo sul tratto in cemento che ci consente di scavalcare il rio.


Ci inoltriamo ora nel bosco seguendo sempre la segnaletica dell’Anello (sentiero 516) fino a raggiungere la “Valle del Boia”.


Il Parco della “Valle del Boia” è nato negli anni Novanta dalla convenzione tra i Comuni di Cavaria con Premezzo, Jerago con Orago e Besnate. Si tratta di una rigogliosa area naturale con boschi, prati, sorgenti, fontanili, paludi e stagni. Il comprensorio si estende per 2 kmq ed è attraversato da una rete di sentieri, praticabili sia a piedi sia in mountain bike. I principali itinerari sono il “Percorso vita” e il “Percorso Natura” che conducono al cuore del parco.

Qui si trova di nuovo la segnaletica dell’Anello (sentiero 516) che ci indica la direzione “Area di sosta-Fontanile di Premezzo-Cavaria con Premezzo”.


Poco oltre si trova l’Acquedotto Comunale e istintivamente viene naturale proseguire sullo sterrato in piano e invece non è così, si intravede uno stretto sterrato in forte pendenza che si inerpica nel bosco : ebbene sì è quello il tratturo da percorrere!


Giunti al culmine si trova la segnaletica dell’Anello (sentiero 516) che avverte “Attenzione-Tratto con forte pendenza” : peccato che noi abbiamo percorso l’anello nell’altro senso e non era segnalato questo tratto!

In ogni caso proseguiamo nel bosco in direzione “Area di sosta-Fontanile di Premezzo-Cavaria con Premezzo” per 800 mt fino a pervenire all’Area di Sosta attrezzata con area pic-nic e barbecue.


Ora la segnaletica dell’Anello ci indica la direzione “Fontanile di Premezzo-Oasi Bozzone-Cavaria con Premezzo”.

Percorsi 250 mt eccoci arrivati al “Fontanile di Premezzo” (11).


Continuiamo seguendo la segnaletica dell’Anello ci indica la direzione “Oasi Bozzone-Cavaria con Premezzo” e dopo 1 km raggiungiamo l’Oasi Bozzone. Qui si trovano due originali panchine il legno su cui si può sostare.



Proseguiamo sul sentiero 516, da qui in poi decisamente melmoso, fino a giungere in Via Mattia al cui termine continuiamo a sx in Via Monte Grappa.

Passiamo sotto il ponte della Ferrovia e, fiancheggiando il parcheggio a sx, saliamo in Via Curioni per tornare al parcheggio della Stazione dove abbiamo lasciato l’auto.

Il tragitto è di facile percorrenza e sufficientemente segnalato, a parte il tratto in forte pendenza di cui vi abbiamo parlato sopra; si potrebbero migliorare le indicazioni anche nella zona di Via Mons. Zocchetta e dove ci sono i guadi.

Nella galleria fotografica alla fine del post troverete tutte le foto del percorso.

Lunghezza percorso : circa 9 km

Tempo di percorrenza : 3 ore circa escluso soste

Aggiornato a marzo 2026

Galleria fotografica percorso

Vi segnaliamo alcune tappe dei “Percorsi del Cuore” che abbiamo già effettuato 👇

Solbiate Arno

Jerago con Orago

Oggiona con Santo Stefano


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