“Percorsi del Cuore” ed Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto” : Jerago con Orago
Il Comune di Jerago
con Orago è capofila di ben due interessanti e lodevoli iniziative : L’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del
Varesotto” e i “Percorsi del Cuore”.
L’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei delVaresotto” è un sistema diffuso che racconta il territorio attraverso i luoghi.
E’ un’esperienza immersiva che valorizza il patrimonio storico e
architettonico, le tradizioni locali, il paesaggio e gli itinerari naturali. Il
progetto è nato dall’intesa fra dieci comuni : Azzate, Bodio Lomnago, Brunello,
Casale Litta, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Jerago con Orago,
Mornago e Sumirago. Il progetto si compone di un percorso ad anello di 40 km
denominato “Anello Centrale” che si estende tra il Parco del Ticino ed il Lago
di Varese consentendo di cogliere le Piane Viscontee nel loro complesso ed altri 9 itinerari locali (uno per ogni
comune tranne Bodio Lomnago). Tutti gli itinerari si possono percorrere a piedi
o in bicicletta attraverso i sentieri e le strade alla scoperta dei
luoghi più rappresentativi, permettendo di immergersi nei dettagli storici e
naturali, a volte evitando di percorrere la via più breve per gustare
un’esperienza più completa.
Il progetto dei “Percorsi del Cuore” è stato realizzato nell’ambito del Distretto del Commercio dei Castelli Viscontei (costituito nel 2010) e ha determinato la creazione di sette itinerari segnalati con apposite indicazioni e arricchiti da spazi di sosta e aree attrezzate. Il progetto è stato finanziato con fondi di Regione Lombardia e si è avvalso della collaborazione di Confcommercio Gallarate e dell’Università degli Studi dell’Insubria. I comuni coinvolti sono: Jerago con Orago (capofila), Arsago Seprio, Besnate, Cavaria con Premezzo, Casorate Sempione, Oggiona Santo Stefano e Solbiate Arno. I percorsi, concepiti ad anello, sono stati progettati per connettere le aree verdi, i centri storici, le zone commerciali e gli spazi fitness. Lo sviluppo chilometrico complessivo di circa 60 km determina una rete capillare di itinerari che favorisce la scoperta del territorio sia per i residenti sia per i visitatori. Per unificare visivamente e concettualmente il progetto, è stato ideato un logo che sintetizza l’essenza dei “Percorsi del Cuore”, legandoli a un’importante connessione storica: il periodo del Contado del Seprio. I comuni coinvolti facevano infatti parte di questo antico contado, il cui stemma era caratterizzato da uno scudo bordato di blu con una scacchiera bianca e rossa.
In questo post vi racconteremo la nostra escursione che si svolge prevalentemente lungo l’Anello di Jerago con Orago dei “Percorsi del Cuore” (sentiero 513A) incontrando alcuni tratti dell’Anello di Jerago con Orago dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto” (sentiero 513C).
Percorrendo la A8 prendiamo l’uscita per Solbiate Arno, alla rotatoria andiamo a sx sulla SS341 per poi, alla successiva rotatoria, imboccare la SP26 fino a raggiungere il “Parco Onetto” nella omonima via. Qui lasciamo l’auto nell’ampio e gratuito parcheggio.
Al limitare del
parcheggio è situato il totem dell’Ecomuseo
“Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto”.
Lasciata l’auto attraversiamo sulle strisce pedonali di Via Onetto per poi dirigerci a sx ed imboccare Via Giotto.
Dopo 60 mt
entriamo a dx in Via Colombo dove troviamo la segnaletica dell’Anello dei
“Percorsi del Cuore” (sentiero 513A) che ci indica la direzione “Jerago-Chiesa
di San Rocco-Castello di Orago”.
Percorsi 120 mt
perveniamo in P.za San Giorgio dove è ubicata l’antica “Chiesa di San Giorgio”
(1).
L’antica chiesa è di probabile fondazione romanica. Sita a poca distanza dal nuovo edificio religioso, è stata dismessa nel 1926. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1988 sono iniziati i lavori di recupero con opere di restauro principalmente strutturali. L’edificio si presenta oggi con pianta rettangolare ad aula unica, con cappelle laterali e abside semicircolare. Nel campanile ed in alcune sezioni è sopravvissuta l'antica muratura in pietra a vista. La facciata a capanna è invece in stile neoclassico, con lesene a sostegno del timpano e frontone semicurvo sovrastante l’antico portale. Divenuto oggi vetrata, alla chiesa si accede tramite un ingresso laterale. Gli interni sono spogli, con diverse opere ed arredi spostati negli anni Venti da chiese della parrocchia. Si conservano però lacerti di antichi affreschi sulle volte e nei pennacchi.
Poco oltre si
erge la nuova “Chiesa di San Giorgio” (2).
La Chiesa è stata costruita tra il 1923 e il 1927 in sostituzione dell’antica parrocchiale poco distante. L’edificio ha pianta a croce latina, con tre navate scandite da colonne, transetto con cupola e abside semicircolare. È priva di campanile ma è ancora in uso la torre dell’antica parrocchiale. Semplice la facciata a salienti, interamente intonacata e realizzata in stile neoromanico. Il portale principale è protetto da un pronao su colonne e sormontato da un mosaico raffigurante San Giorgio nell’atto di uccidere il drago. Gli ingressi laterali sono architravati e nella sezione superiore si apre una vetrata a lunetta. Belli gli interni, scanditi da colonne corinzie, oculi policromi sopra gli archi delle navate e ricchi affreschi. Sono raffigurate scene della vita del santo patrono nella volta a botte, un San Giorgio in gloria nella cupola e il Cristo Re assiso in trono con gli Evangelisti nel catino absidale. Sui lati del presbiterio sono rappresentati l’Ultima Cena e Gesù che moltiplica i pani e i pesci. La chiesa conserva inoltre alcune opere ed arredi della vecchia parrocchiale, tra cui altari laterali e la grande tela di San Carlo Borromeo. Di notevole bellezza il bassorilievo in ceramica con l’immagine di Cristo Risorto che decora la parete del Battistero : dono della Fondazione Don Angelo Cassani a Don Remo Ciapparella, è stato inaugurato l’11 ottobre 2020.
Fiancheggiamo
ora la Chiesa verso sx percorrendo per pochi passi Via Matteotti, attraversiamo
sulle strisce pedonali e saliamo a dx in Via San Rocco.
Al termine
della via, all’incrocio con Via Volta, è sita la “Chiesa di San Rocco” (3).
La chiesa risultava in costruzione nel 1570 durante la visita di San Carlo Borromeo. Ultimata nel Seicento, è dedicata a San Rocco come voto alla pestilenza del 1630. Il piccolo edificio si compone di aula unica rettangolare, con abside semicircolare orientata a sud e un piccolo campanile. Semplice la facciata a capanna, con portale architravato e mosaico di San Rocco. Gli interni, coperti da soffitto ligneo cassettonato, ospitano tele di San Rocco, di San Carlo Borromeo, di Sant’Antonio e della Madonna della Noce col Bambino. Vi si trovano inoltre vetrate artistiche degli anni Novanta raffiguranti lo Spirito Santo, la Sacra Famiglia e San Francesco con il lupo.
Sotto la targa
che identifica la Chiesa ritroviamo la segnaletica dell’Anello (sentiero 513A) che
ci indica la direzione “Castello di Orago”.
Fiancheggiamo
quindi il lato sx della Chiesa proseguendo in Via Rimembranze.
Adiacente alla Chiesa di San Rocco è situato il complesso del “Parco
delle Rimembranze”.
Sul fronte strada è posizionata la cappella funeraria Bianchi.
Essa presenta
una struttura architettonica semplice, a pianta rettangolare, decorata
esternamente a bugnato solo leggermente accennato. Costruita verso il 1820 per
la famiglia milanese di Giacomo Bianchi e Giuseppa Bordini, genitori di Giulio
Cesare, committente dell’edificio.
Nel Parco si
trova il Monumento commemorativo dei caduti e dei dispersi di Jerago nelle due
guerre mondiali.
Il memoriale ha avuto una lunga fase di incubazione. La sezione locale dei Combattenti e Reduci, nata il 2 novembre 1923 con il nome di Sezione Combattenti, ha costituito il comitato per una pubblica sottoscrizione "pro erigendo monumento ai Caduti" nel 1963; dopo tre anni, l'architetto Francesco Moglia ha presentato in comune il progetto di realizzazione del memoriale nella zona dell'ex cimitero di San Rocco. L'opera è stata terminata a fine ottobre 1969 e la cerimonia di inaugurazione è avvenuta in occasione delle celebrazioni del 4 novembre successivo.
Nel novembre 2025 è stato inaugurato un altro Monumento, quello dedicato agli Alpini che furono protagonisti della Grande Guerra. Un simbolo che va ad aggiungersi a quelli già custoditi nel memoriale : il cannone della Fanteria, l’elica dell’Aviazione e l’ancora della Marina.
Percorsi 130 mt arriviamo nella zona dove è situato il Cimitero : andiamo a sx in Via Monte Grappa.
Al termine
della via attraversiamo sulle strisce pedonali e proseguiamo verso dx sul
marciapiede di Via Milano per 85 mt : imbocchiamo a sx la strettoia di Via M.
D’Azeglio che sbocca in Via Cicognera fiancheggiando i binari della Ferrovia.
Proseguiamo a
dx in Via Cicognera per 125 mt fino a raggiungere il ponte sulla ferrovia (Via
Milano).
Superato il
ponte ci dirigiamo a sx in Via Gioberti e dopo 50 mt continuiamo in Via Galilei
fino a pervenire in P.za V. Veneto (4).
Nel mezzo dell’aiuola posta in P.za V. Veneto è situato il Monumento dedicato ai caduti di Orago nella prima e nella seconda guerra mondiale. Come riportato ai piedi del cippo commemorativo, è stato posizionato in loco il 16 ottobre 1921 e poi successivamente modificato, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, inserendo foto e indicazioni dei caduti e dispersi durante quest’ultimo conflitto. Il Monumento è composto da un basamento modanato, il corpo centrale è costituito da quattro colonne lisce con capitello, la parte superiore modanata termina all’apice con un elemento decorativo dato da un vaso biansato con fiaccola. Sempre superiormente è presente l’aquila in bronzo ad ali spiegate, allegoria della Vittoria, con corona d’alloro.
Dalla piazza
continuiamo in Via De Gasperi fino all’incrocio con Via Bonomi.
Qui facciamo
una deviazione dal percorso dell’Anello ed andiamo a sx sulla discesa di Via
Bonomi, all’incrocio con la SS341 attraversiamo sulle strisce pedonali di Via
Varesina e continuiamo verso dx sulla stessa per 190 mt. Imbocchiamo ora a sx
Via Giambello : dopo 160 mt alla nostra dx, in un’area prativa, è posizionata
la “Statua di San Giuseppe” (5).
La statua di San Giuseppe, collocata nei prati di Orago, è stata oggetto di devozione da parte degli oraghesi fin dal 1700 : il giorno 19 di marzo vi si recavano in processione partendo dalla chiesa di San Giovanni Battista. Quella statua, realizzata in arenaria, per voleri testamentari e con legati specifici fu dalla sua origine esposta al culto su di un piedistallo nei prati, “ab antiquissimi temporibus et perpetuo” (da tempi immemorabili ed in perpetuo) quindi patrimonio esclusivo della comunità di san Giovanni Battista. Dopo molte vicissitudini e spostamenti la statua trovò la collocazione attuale nei pressi dell’ex Mulino del Giambello.
Facciamo ora il percorso a ritroso fino a tornare in Via Bonomi all’angolo con Via De Gasperi e proseguire sul percorso dell’Anello di Jerago con Orago.
Qui ci accoglie
il primo dei 16 pannelli dedicati alla storia de “Il piccolo principe” scritta
da Antoine de Saint-Exupéry.
L'iniziativa, nata da un'idea del Prof. Francesco Delpini e sostenuta dall’Amministrazione Comunale, ha avuto i natali nel 2001 e ha coinvolto la fantasia dei bambini delle scuole medie e dell'ultimo anno delle scuole elementari di Jerago con Orago. E’ stato creato un percorso ciclopedonabile, valorizzando monumenti e angoli del paese con grandi tavole di affreschi e tavole di dipinti su mattonelle di ceramica. Ogni pannello ricorda i personaggi della storia e reca una targa in cui sono citati brani tratti dal libro.
Andando a dx in Via Bonomi ritroviamo la segnaletica dell’Anello (sentiero 513A) : qui si eleva il “Castello di Orago” (6).
Il Castello di Orago, costruito nel XIII secolo, aveva la funzione di controllare il percorso che collegava Milano ai valichi alpini. Si ritiene fosse in comunicazione con il vicino Castello di Jerago. Il maniero rimase proprietà dei Visconti del ramo di Orago fino alla metà del Cinquecento, quando passò alla famiglia Lampugnani. Composto da più corpi di fabbrica, ha pianta ad L e si sviluppa su tre livelli. Tra il Seicento ed il Settecento il castello è diventato palazzo residenziale e dell’antica struttura fortificata resta oggi solo la torre quadrangolare con merlatura sul lato meridionale. D’epoca settecentesca è invece il portale d’accesso barocco, circondato da bassorilievi in pietra e da finte finestre in trompe-l’œil. Non è visitabile. A poca distanza sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, probabilmente un tempo inclusa nella cinta muraria del castello.
Nello spiazzo
alla nostra sx si eleva la “Chiesa di San Giovanni Battista” (7).
Preesistente al XIV secolo, la Chiesa risale al Settecento. Tra il 1979 e il 1981 l’edificio è stato oggetto di modiche e restauri, tra cui l’ampliamento con l’aggiunta del transetto. La chiesa si presenta oggi con pianta a croce latina, navata unica ed abside semicircolare. Dal lato sud si innalza il campanile, con cornicioni mistilinei e cuspide ogivale in metallo sulla sommità. Scenografica la facciata, con profilo a capanna ed elementi neoclassici. La superficie è scandita da due lesene con capitelli corinzi, che sostengono il timpano triangolare e il breve marcapiano. Il portale d’ingresso architravato è sormontato da una vetrata artistica in lunetta, da un Agnus Dei in pietra e da un tondo in bassorilievo con il busto di San Giovanni Battista. Coronano infine la facciata due statue di angeli che suonano la tromba, collocate agli estremi laterali del timpano. Gli interni si caratterizzano per la luminosità, data dalle vetrate artistiche sui fianchi, e dalle pareti completamente bianche, ivi compreso il soffitto piano a riquadri. Nel presbiterio sono collocati l’altare maggiore ligneo e l’ambone, decorati con bassorilievi raffiguranti l’Ultima Cena, il Cristo Risorto, il Sacrificio di Isacco e la Lavanda dei piedi.
Dal sagrato
della Chiesa scendiamo la scalinata e continuiamo in Via Bonomi verso dx come
da segnaletica dell’Anello (sentiero 513), percorsi 50 mt saliamo a dx in Via
Libertà e dopo pochi passi a sx in Via Mazzini.
Al termine di
Via Mazzini perveniamo in Via Milano che imbocchiamo verso dx per poi andare a
sx sul ponte che sovrasta i binari della Ferrovia.
Continuiamo a sx in Via Moncucco per 70 mt per poi entrare a dx in Via Col di Lana successivamente Via Pasubio. All’incrocio proseguiamo a dx in Via per Premezzo per 120 mt, andiamo quindi a sx in Via Monte Bianco che ci conduce fuori dall’abitato.
Dopo un
piazzale asfaltato il percorso si fa sterrato e si perviene ad una diramazione
dove la segnaletica dell’Anello (sentiero 513) ci indica la direzione “Sentiero
per la Valle del Boia-Jerago” : andiamo quindi a dx.
Ci inoltriamo in un tratto boschivo dove ad un certo punto troviamo la segnaletica dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto” (sentiero 513C), la ignoriamo e prendiamo il sentiero alla nostra dx che ci conduce in Via Vittoria dove si estendono ampie aree prative con vista sulla nostra prossima meta : il Castello di Jerago.
Arrivati alle prime abitazioni di Via
Vittoria ritroviamo la segnaletica dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto” (sentiero 513C) :
prendiamo il sentierino sterrato alla nostra dx e saliamo fino allo spazio attrezzato
dove è situata l’Area Fitness (8).
Torniamo in Via
Vittoria che percorriamo per 120 mt per poi svoltare a sx in Via Monte Nero,
all’incrocio proseguiamo verso dx in Via Don Cervini dove ritroviamo la
segnaletica dell’Ecomuseo “Piane e
Luoghi Viscontei del Varesotto” (sentiero 513C) che ci indica la
direzione per “Castello di Jerago”.
Dopo 120 mt in Via Don Cervini continuiamo verso dx in Via M. da Caravaggio fino all’incrocio con Via Bianchi.
Qui facciamo
un’altra deviazione dal percorso dell’Anello dei “Percorsi del Cuore” ed
andiamo a sx in Via Bianchi per seguire l’itinerario dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del
Varesotto” (sentiero 513C) che ci indica la direzione per “Castello di
Jerago”.
Usciti da Via
Bianchi andiamo a sx in Via Castello da cui raggiungiamo il complesso dove
sorgono l’Oratorio di San Giacomo (9) ed il “Castello di Jerago” (10).
Poco fuori
dalle mura del castello si trova l’Oratorio di San Giacomo al Castello,
costruito intorno al X secolo, probabilmente come cappella privata del castrum.
Questo piccolo edificio romanico presenta una pianta rettangolare con aula
unica e conserva antichi affreschi, tra cui una Teoria di Santi e un Cristo in
mandorla circondato dai simboli degli Evangelisti. Più tarde sono invece la
rappresentazione di un Visconti inginocchiato davanti alla Madonna in trono col
Bambino e lo stemma visconteo con iscrizione.
Il Castello Visconteo fu costruito nel tardo XIII secolo dai Visconti di Jerago con funzioni di difesa e controllo. Più volte distrutto e ricostruito, rimane la più importante testimonianza del periodo feudale caratterizzata dalla presenza della famiglia Visconti. Dal 1751 la proprietà del maniero è passata a diverse famiglie, tra cui i Bossi e i Bianchi. La famiglia Bossi, nel corso del Settecento, lo trasformò in una raffinata residenza signorile lasciando tracce ancora visibili : il portale d’ingresso adornato con lo stemma di famiglia, gli affreschi che decorano le sale interne e l’ampio giardino terrazzato. Il castello si presenta con una pianta quadrangolare, con ampia corte con pozzo e torrioni a est. L’edificio è massiccio e rigoroso, con mura in pietra e mattoni a vista e locali rustici aggiunti nel XVI secolo.
Facciamo ora il percorso a ritroso fino a tornare in Via Bianchi dove, all’incrocio è posizionato un altro totem dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto”.
Proseguiamo verso dx in Via Bianchi per 120 mt : all’incrocio con Via Madonnina è situata l’edicola della “Madonnina di Loreto”.
Addossata alla Casa Rustighini, di struttura settecentesca, raffigura il trasporto della Santa Casa di Nazareth ad opera di due Angeli. E’ rappresentata la Madonna con bambino assisa sulla Santa Casa con due angeli che la incoronano Regina, tra i SS. Rocco e Antonio e San Carlo ai lati. Vi si trova affrescata anche la conchiglia del Pellegrino : memoria del passaggio di pellegrini che percorrevano, passandole nei pressi, la via Novaria per Santiago. Appare il Campanile della antica Chiesa di San Giorgio nella sua originale struttura romanica antecedente alla sopraelevazione barocca, quando ancora aveva due sole campane. Gli ultimi restauri dell’edicola risalgono al 1983.
Poco oltre
saliamo a sx sulla rampa di Via Roma che ci conduce in Via Indipendenza dove è
situato l’edificio di “Villa Cova” sede del Municipio (11).
Villa Pasta, rinominata più recentemente Villa Cova dai suoi ultimi proprietari, è l’attuale sede del Municipio di Jerago con Orago. La villa è nota anche per ospitare una delle principali torri rondonaie della Provincia di Varese, utilizzata dai rondoni per la nidificazione e la cova. La Torre rondonaia è un elemento architettonico tipico dei secoli scorsi. Sopra alle ville, ai conventi e alle cascine era usanza costruire delle strutture o anche solo delle pareti, con la finalità di far deporre le uova. Oggi la torre svolge un’importante funzione per la tutela del Rondone Comune.
Proseguiamo fino
al termine di Via Indipendenza pervenendo in P.za Mazzini, qui andiamo a sx in
Via Cavour che ci riporta alla zona del “Parco Onetto” dove abbiamo lasciato
l’auto.
Il tragitto è
di facile percorrenza e ben segnalato.
Nella galleria fotografica alla
fine del post troverete tutte le foto del percorso.
Lunghezza percorso : circa 7,5 km
Tempo di percorrenza : 2 ore e 30
minuti circa escluso soste
Aggiornato a febbraio 2026
Galleria fotografica percorso
Vi segnaliamo alcune tappe dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto” di cui vi abbiamo narrato qui 👇
Mornago e la Piana di Montonate
Sentiero delle Cascine di Albizzate e Laghetto di Menzago





























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