“Percorsi del Cuore” : Besnate

 


Il progetto dei “Percorsi del Cuore” è stato realizzato nell’ambito del Distretto del Commercio dei Castelli Viscontei (costituito nel 2010) e ha determinato la creazione di sette itinerari segnalati con apposite indicazioni e arricchiti da spazi di sosta e aree attrezzate. Il progetto è stato finanziato con fondi di Regione Lombardia e si è avvalso della collaborazione di Confcommercio Gallarate e dell’Università degli Studi dell’Insubria. I comuni coinvolti sono: Jerago con Orago (capofila), Arsago Seprio, Besnate, Cavaria con Premezzo, Casorate Sempione, Oggiona Santo Stefano e Solbiate Arno. I percorsi, concepiti ad anello, sono stati progettati per connettere le aree verdi, i centri storici, le zone commerciali e gli spazi fitness. Lo sviluppo chilometrico complessivo di circa 60 km determina una rete capillare di itinerari che favorisce la scoperta del territorio sia per i residenti sia per i visitatori. Per unificare visivamente e concettualmente il progetto, è stato ideato un logo che sintetizza l’essenza dei “Percorsi del Cuore”, legandoli a un’importante connessione storica: il periodo del Contado del Seprio. I comuni coinvolti facevano infatti parte di questo antico contado, il cui stemma era caratterizzato da uno scudo bordato di blu con una scacchiera bianca e rossa.

In questo post vi racconteremo la nostra escursione lungo l’Anello di Besnate.

Provenendo dalla A8 prendiamo l’uscita per Solbiate Arno, percorriamo la SS341 ad Albizzate, poi la SP26 attraversando il Comune di Jerago con Orago e successivamente la SP49 che ci conduce in Comune di Besnate. Seguendo la segnaletica dell’Area Feste entriamo a dx in Via V. Veneto per 180 mt fino a pervenire nell’ampio parcheggio gratuito di P.za Mercato.


Lasciata l’auto percorriamo tutto il piazzale verso dx per raggiungere Via Mauri : di fronte a noi si trova il muro di recinzione in mattoni dell’ex complesso industriale “Mylius-Bernocchi” (1).


Procediamo quindi verso dx fino al termine di Via Mauri per poi andare a sx in Via Libertà, dopo un centinaio di mt alla nostra sx si trova il “Parco Aldo Moro” (2).


Usciti dal Parco imbocchiamo a sx Via Mylius, dopo 180 mt troviamo il complesso della “Casa delle Culture” (3).



Di proprietà del Comune, questo immobile ospita la sede della Proloco con altre associazioni, la Biblioteca Civica ed il Museo Etnografico della civiltà contadina. Era il dormitorio delle tessitrici dell’ex complesso industriale “Mylius-Bernocchi”.

Nel prato antistante è collocato un monumento in pietra dell’AVIS.


Continuiamo in Via Mylius verso dx fino a raggiungere la SP49 (Via Madonnina) che percorriamo verso dx per 40 mt per poi entrare a sx in Via Solferino al cui termine arriviamo in Via Matteotti.

Andiamo quindi a sx in Via Matteotti e dopo pochi passi raggiungiamo l’edificio della “Mutua Sanitaria”.


Proseguiamo in Via Matteotti, poi Via S. Martino fino a pervenire in P.za Mazzini dove si erge la “Chiesa di S. Martino Vescovo” (4).


Preesistente al X secolo, la Chiesa è stata modificata e ampliata nel corso dei secoli. Dell’originale struttura romanica restano il campanile, con fusto in pietra viva, e alcune fondazioni scoperte durante i restauri. L’edificio si presenta oggi con facciata neoclassica, con lesene ioniche scanalate nella sezione inferiore e grande affresco di San Martino che dona il mantello nella porzione superiore. Corona la superficie un timpano triangolare con croce sulla sommità. La torre campanaria si colloca sul fianco settentrionale. La navata centrale e il relativo ingresso risultano più lunghi e aggettanti rispetto ai laterali. Molto belli gli interni con affreschi della prima metà nel Novecento. Nella chiesa si conservano un organo con cantoria intagliata del Settecento e una tela seicentesca di San Tommaso di Villanova. Sono anche custodite le reliquie di San Eugenio Martire qui portate dal Cardinale Ildefonso Schuster nel 1933.

Andiamo ora a sx in Largo C. Battisti fino a raggiungere P.za Santa Maria al Castello dove sorge l’omonima “Chiesa” (5).


La Chiesa di Santa Maria al Castello è un piccolo edificio ad aula unica rettangolare con coro quadrangolare. Costruita ad inizio Quattrocento con funzione di cappella privata del Castello Visconti, dall’Ottocento in poi subì diverse modifiche e della struttura originale primitiva rimane solo l’abside. La facciata semplice a capanna è caratterizzata dall’alternanza di fasce in laterizi e in pietra. Al centro si apre un portale sormontato da lunetta ogivale e affiancato da due monofore. Nell’abside si conserva un prezioso affresco del XVI secolo, che raffigura Gesù Bambino presentato al Tempio tra gli stemmi viscontei. Notevole anche un bel mobile in noce del Cinquecento, un tempo collocato nell’antica sagrestia.

Sulla sx dell’ampia Piazza, destinata anche a parcheggio, è stato creato uno spazio dotato di panchine dove è situato il “Punto Belvedere-Terrazza sulle Alpi” (6).


La vista spazia dal Monte Rosa al Sasso del Ferro, al Monte Nudo fino alla Val Grande.


Dopo avere ammirato lo spettacolare panorama ci dirigiamo verso dx in Vicolo Chiossetto da cui raggiungiamo Via Garibaldi, da qui andiamo verso dx fino a pervenire in P.za Mazzini dove è ubicato il “Palazzo Visconteo” (7).


Il Palazzo fu costruito nel 1551 dai Visconti di Besnate, come sede del potere e nuovo luogo di residenza. Voluto da Ercole I Visconti, questore del Magistrato Straordinario di Milano, si colloca nel centro del paese. Dopo l’estinzione del ramo besnatese, il Palazzo divenne residenza privata fino al 1952, quando fu acquistato dal Comune. Dopo i restauri negli anni Ottanta, è oggi adibito a sede del Municipio. Eretto nel momento di massimo splendore della famiglia besnatese, il Palazzo era un tempo affiancato da un vasto parco. Esternamente, nonostante le modifiche, è riconoscibile la struttura originaria col porticato e la torre. Sulla facciata principale una lapide ricorda il 1551, ovvero l’anno della costruzione. Il salone al pianterreno conserva affreschi nella volta, di cui non si conosce l’autore né la datazione, mentre nel piazzale antistante si trova un antico pozzo in marmo col biscione visconteo. Nell’aiuola, vicino al pozzo, è stata apposta una targa che recita “Dalla parte giusta” : in memoria dei Giudici Falcone e Borsellino in occasione del trentennale dalla loro morte.


Torniamo ora all’incrocio con Vicolo Chiossetto, di fronte (in Via Garibaldi) troviamo la segnaletica dell’Anello dei “Percorsi del Cuore” (sentiero 711) e seguiamo le indicazioni in direzione “Centenate”.


Proseguiamo verso sx in Largo Brianzoni, poi Via Jerago per 500 mt : alla nostra sx diparte Via R. Sanzio dove ritroviamo la segnaletica dell’Anello (sentiero 711).



Entriamo quindi in Via R. Sanzio che, dall’iniziale asfalto, passa allo sterrato inoltrandosi tra prati e boschi.


Lungo il sentiero si costeggia una roggia e dopo 600 mt si ritrova la segnaletica dell’Anello (sentiero 711) che indica la direzione per “Centenate”.


All’incrocio ignoriamo la segnaletica dell’Ecomuseo “Piane e Luoghi Viscontei del Varesotto” (Anello di Jerago con Orago) e proseguiamo sul sentiero a sx.

Fatti pochi passi troviamo la doppia segnaletica, quella dell’Ecomuseo (Anello di Jerago con Orago-sentiero 513B) e quella dei “Percorsi del Cuore” (Anello di Besnate-sentiero 711) : seguiamo le indicazioni per “Centenate”.


Dopo circa 200 mt si fiancheggia la roggia del Punt Pedar ed il sentiero, per un breve tratto, diventa piuttosto melmoso per poi tornare asciutto fino a giungere ad una fattoria.

Passando dal cortile della fattoria si perviene sulla SP49 (Via Quinzano) : qui facciamo una breve deviazione dal percorso dell’Anello ed andiamo a sx per raggiungere l’abitato della loc.tà Buzzano.

Fatti 200 mt, in una radura, sorge il “Santuario di Santa Maria della Divina Grazia” (8).


Edificato nel X secolo, fu fondato da monaci benedettini dell’Abbazia di San Gallo in Svizzera. Inizialmente intitolato a Santa Maria del Gallo, era luogo di sosta per i pellegrini. Poche le notizie storiche sulle sorti dell’edificio dopo la chiusura del convento. Certo è che nel 1969 la navata, già pericolante, crollò e fu quindi deciso l’abbattimento. Della primitiva chiesetta restano oggi il campanile romanico in pietra viva e l’antica abside, chiusa da una vetrata ad arco. All’interno è visibile un affresco della Madonna col Bambino di autore ignoto.

Il campanile è caratterizzato da una struttura sobria e priva di decorazioni. Le aperture includono una feritoria stretta e una monofora a spalle dritte, mentre sul lato meridionale si trova una piccola finestra. In cima, una bifora è sorretta da colonnine con capitelli a stampella, racchiusa in archetti in cotto che creano un piacevole contrasto cromatico.

Facciamo il tragitto a ritroso per continuare sul percorso dell’Anello seguendo le indicazioni per “Centenate”.


Il sentiero 711 si snoda fra boschi ed aree prative per 1,3 km fino a raggiungere la SP34 (Via Alfredo di Dio) : attraversiamo con cautela e continuiamo sul sentiero di fronte a noi inoltrandoci nel bosco.



Usciti dal bosco costeggiamo alcune abitazioni : siamo ora in frazione Centenate e percorriamo l’omonima via verso dx.

Dopo pochi mt giungiamo al ponte sulla ferrovia, ci inoltriamo nell’abitato per 180 mt e troviamo la “Chiesa dei SS. Nazaro e Celso” (9).


La Chiesa è stata edificata nel 1933 in sostituzione di un preesistente luogo di culto, di cui si hanno poche notizie. Dai registri della visita del cardinale Federico Borromeo si apprende che la chiesetta risaliva al XIV secolo e annesso vi era un forno, di cui il cardinale chiese la demolizione. Perso il carattere religioso, la struttura fu abbattuta. Ad inizio Novecento, la necessità di un nuovo luogo di culto, portò alla costruzione della chiesa attuale. L’edificio religioso è molto semplice, con un’unica navata. Un grande pronao in mattoni la circonda quasi interamente. La facciata è intonacata nella parte inferiore, mentre quella superiore è in mattoni di cotto, come le colonne e parte della struttura. All’interno si conservano quadri del Sacerdote Pietro Giola, donati nel 1977 dal Cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano.

Sul lato dx della Chiesa ritroviamo la segnaletica dell’Anello (sentiero 711A) che ci indica la direzione per “Lagozza-Lagozzetta-Besnate”.


Fiancheggiamo quindi la Chiesa e continuiamo sul sentiero fino a raggiungere la zona dove è situata la “Lagozza” (10).


Il bacino della Lagozza di Besnate, oggi torboso, era un tempo una vasta palude. L'area ha restituito diversi reperti preistorici. Le prime scoperte risalgono al 1877 quando, l’allora proprietario, il Conte Ottavio Cornaggia-Castiglioni diede il via alle operazioni di bonifica. Le ricerche archeologiche hanno individuato la struttura di una palafitta e numerosi reperti, soprattutto paleobotanici e per la tessitura, risalenti alla tarda età della Pietra. L’insediamento pare fosse consistente, con circa 70 nuclei famigliari. Secondo gli storici quella della Lagozza è la più antica civiltà agricola della Padania e per il grande livello d’evoluzione in agricoltura, tessitura e ceramica ha preso il nome di “Cultura della Lagozza”. Tra i reperti vi sono diversi frammenti di tessuto, pesi da telaio ed esemplari di ceramica di colore nero, tra cui vasi con coperchi, piatti a bordi larghi, tazze e recipienti decorati con bughe.

Lungo il sentiero si trova un ponticello in legno che ci consente di scavalcare una roggia per poi proseguire sul nostro percorso.


Su questo tratto manca la segnaletica dei “Percorsi del Cuore” (Anello di Besnate-sentiero 711A), ci affidiamo quindi alla segnaletica in legno della "Rete dei Sentieri dei Borghi" nata dall'iniziativa dei Besnatesi volta a collegare i quattro Borghi del paese (Bisun, Punt Pedar, Nord Ovest e Tre Ponti).

Gli itinerari sono cinque : l’anello dei borghi e i percorsi giallo, verde, blu e rosso.

Sempre camminando nel bosco raggiungiamo la zona dove è situata la “Lagozzetta” (11).


Poco distante dal sito della Lagozza, durante una bonifica a fine Ottocento, sono stati qui rinvenuti resti palafitticoli databili al 2400 a.C. Si tratta di molti tronchi e rami disposti con le chiome al centro e le radici verso l’esterno. A questa disposizione vi è una risposta nei fenomeni naturali, ma è anche possibile che siano stati in questo modo posti dagli abitanti dell’insediamento, per alzare il fondo della capanna. I resti sono conservati a Milano al Castello Sforzesco, nel Museo Archeologico P. Giovio di Como, nel Museo di Storia e Arte a Gallarate e nel Civico Museo Archeologico di Milano.

Ci troviamo nel “Parco del Ticino” e la “Lagozzetta” è un’area di rilevanza erpetologica nazionale perché vi si riproduce un anfibio autoctono : il Pelobate fosco o Rospo del Cornalia.

Superata la “Lagozzetta” si ritrova la segnaletica in legno della "Rete dei Sentieri dei Borghi" : seguiamo le indicazioni per “Besnate”.


Usciti dal bosco perveniamo sull’asfalto di Via Ponte Ronchetti al cui termine ritroviamo la segnaletica dei “Percorsi del Cuore” (Anello di Besnate-sentiero 711A) che ci indica la direzione per la Stazione di Besnate.

Andiamo quindi a sx sul ponte della ferrovia in Via Libertà, ritroviamo la segnaletica dell’Anello (sentiero 711A) che ci indica la direzione per la Stazione di Besnate : imbocchiamo a dx Via delle Cave per poi proseguire verso dx in Via Roma dove è sita la Stazione di Besnate (12).


All’interno dell’edificio è sito il “Centro Polifunzionale Giuseppe Zamberletti” sede del Gruppo Comunale della Protezione Civile.

Torniamo sui nostri passi e percorriamo Via Roma per 320 mt, andiamo quindi a sx in Via Mauri per 130 mt per tornare al parcheggio di P.za Mercato dove abbiamo lasciato l’auto.

Il tragitto è di facile percorrenza e sufficientemente segnalato, da segnalare alcuni alberi caduti sul sentiero tra la “Lagozza” e la “Lagozzetta” abbastanza agevoli da scavalcare o aggirare per continuare l’escursione.

Nella galleria fotografica alla fine del post troverete tutte le foto del percorso.

Lunghezza percorso : circa 10 km

Tempo di percorrenza : 3 ore e 15 minuti circa escluso soste

Aggiornato ad aprile 2026

Galleria fotografica percorso

 Vi segnaliamo altre tappe dei “Percorsi del Cuore” che abbiamo già effettuato 👇

Solbiate Arno

Jerago con Orago

Oggiona con Santo Stefano

Cavaria con Premezzo



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