“Percorsi del Cuore” : Arsago Seprio
Il progetto dei “Percorsi del Cuore” è stato
realizzato nell’ambito del Distretto del Commercio dei Castelli Viscontei
(costituito nel 2010) e ha determinato la creazione di sette itinerari
segnalati con apposite indicazioni e arricchiti da spazi di sosta e aree
attrezzate. Il progetto è stato finanziato con fondi di Regione Lombardia e si
è avvalso della collaborazione di Confcommercio Gallarate e dell’Università
degli Studi dell’Insubria. I comuni coinvolti sono: Jerago con Orago
(capofila), Arsago Seprio, Besnate, Cavaria con Premezzo, Casorate Sempione,
Oggiona Santo Stefano e Solbiate Arno. I percorsi, concepiti ad anello, sono
stati progettati per connettere le aree verdi, i centri storici, le zone
commerciali e gli spazi fitness. Lo sviluppo chilometrico complessivo di circa
60 km determina una rete capillare di itinerari che favorisce la scoperta del
territorio sia per i residenti sia per i visitatori. Per unificare visivamente
e concettualmente il progetto, è stato ideato un logo che sintetizza l’essenza
dei “Percorsi del Cuore”, legandoli a un’importante connessione storica: il
periodo del Contado del Seprio. I comuni coinvolti facevano infatti parte di
questo antico contado, il cui stemma era caratterizzato da uno scudo bordato di
blu con una scacchiera bianca e rossa.
In questo post vi racconteremo la nostra escursione lungo una porzione dell’Anello di Arsago Seprio, nella natura del Parco del Ticino e nell’antica storia del paese.
Percorriamo la
SS33 del Sempione proveniente da Vergiate, all’altezza della rotatoria in
corrispondenza dell’Hotel “Hilton Garden Inn” a Somma Lombardo entriamo a sx in
Via Lazzaretto che percorriamo per 130 mt. Proseguiamo quindi a dx in Via
Bianco fiancheggiando la Ferrovia per 1,3 km. Allo Stop andiamo a sx in Via De
Amicis per poi continuare in Via Don Selva, alla rotatoria seguiamo le
indicazioni per Arsago Seprio sempre in Via Don Selva (SP49). Dopo 450 m
svoltiamo a sx in Via Sanzio e procediamo per 350 mt per poi andare a sx in Via
Roncaccio fino a raggiungere il parcheggio di fianco al Cimitero (1).
Lasciata l’auto fiancheggiamo il muro del Cimitero verso sx fino al magnifico portale d’ingresso opera di Carlo Francesco Maciacchini, architetto di Induno Olona.
Attraversiamo sulle strisce pedonali e di fronte a noi diparte il suggestivo “Viale delle Rimembranze” (2).
Lungo il Viale,
fra tigli maestosi, trovano posto targhe a ricordo dei Caduti nelle due Guerre
Mondiali.
Alla fine del Viale si perviene all’ampio spazio dove sorgono le testimonianze più preziose del paese di Arsago Seprio : la “Basilica di San Vittore” ed il “Battistero di San Giovanni” (3).
La Basilica di San Vittore, costruita a partire dal IX secolo, testimonia l’importanza religiosa di Arsago Seprio sin dall’epoca romana. È un significativo esempio di architettura romanica, eretta su un precedente luogo di culto. La chiesa ha una pianta rettangolare e si compone di tre ampie navate. Il presbiterio, rialzato, non è dotato di cripta. Il paramento murario esterno è costituito da pietre non squadrate; l’uniformità delle pareti è interrotta dalle finestre ad arco tondo e da una fascia di archetti ciechi quale ornamento. All'interno il soffitto è in legno a capriate, le arcate che dividono le navate sono alternativamente sostenute da massicci pilastri a pianta quadrata e da esili colonne, quasi tutte romane di recupero. L'abside centrale accoglie l'altare marmoreo settecentesco costruito su disegno del pittore Biagio Bellotti. Gli affreschi interni non sono più visibili, poiché le pareti sono state intonacate e ridipinte in età moderna.
All’esterno si erge la torre campanaria costruita nel XII secolo con materiali provenienti da antichi edifici tra i quali spiccano pietre nobili di età romana. Le pareti sono divise in ripiani da cornici decorate con archetti pensili sormontati da fregi a dente di sega. La cella campanaria è caratterizzata da quattro bifore con capitelli ornati, essa mantenne la sua fisionomia fino al 1872 quando le campane vennero collocate allo scoperto su un terrazzo soprastante.
Il Battistero
di San Giovanni, davanti alla Basilica, è stato eretto
quasi contemporaneamente alla stessa. La pianta è ottagonale con un tamburo a
sedici lati con piccole finestre ad occhio, a croce e ad arco a tutto sesto. È
coperto da una cupola sulla quale svetta un’antica croce di ferro. La muratura
consiste di grossi blocchi rettangolari. A lato delle porte, nello spessore
della parete, sono ricavate due anguste scale che conducono al matroneo
sovrastante. Di notevole interesse i materiali antichi di reimpiego ed alcune
lapidi e miliari di età romana ivi conservati, nonché le decorazioni scultoree
dei capitelli. Il vaso battesimale è ottagonale e posto al centro.
Finita la visita al complesso imbocchiamo il vialetto che ci conduce in Via Martignoni (SP49), percorriamo la strada verso dx fino a raggiungere P.za XXV Aprile.
Nella Piazza,
sulla facciata di un edificio, spicca il dipinto dell’artista arsaghese
Giovanni De Maria che raffigura la vita di paese. Prospiciente sorge il
“Palazzo Comunale” (4).
Usciti dalla Piazza entriamo a dx in Via Matteotti : qui sulla facciata di un edificio possiamo ammirare un bellissimo murale.
Il dipinto riproduce l’Oratorio Campestre dei SS. Cosma e Damiano, opera del pittore arsaghese Fabio Cipolla, l’inaugurazione è avvenuta il 18/09/2018.
Poco oltre, a
lato della Farmacia, troviamo un piccolo dipinto raffigurante la “Crocifissione” opera di
Fabio Cipolla.
Camminando tra le vie di Arsago Seprio è possibile ammirare altre opere dello stesso autore.
All’incrocio
andiamo a dx in V.le Vanoni e perveniamo in Largo Arnolfo II da Arsago
(Arcivescovo di Milano dal 998 al 1018) dove si trovano il Civico Museo
Archeologico (5) ed il Monumento ai Caduti sul Lavoro.
Inaugurato nel 1983, il Museo ospita reperti archeologici e paleontologici ritrovati nel territorio comunale. I resti coprono una vasta finestra temporale, dall’età del Bronzo al Rinascimento. La testimonianza più importante e preziosa è esposta nel giardino, dove sono ancora visibili le tombe longobarde scoperte negli anni Settanta. Si tratta dell’unica necropoli conservata a vista in Italia. Nel Museo vi sono una sala dedicata alla collezione paleontologica, una biblioteca specialistica e tre sale dedicate alla collezione archeologica frutto del ritrovamento di necropoli romane. All’esterno il portico è stato adibito a lapidario.
Il “Monumento ai Caduti sul Lavoro” fu inaugurato il 1° ottobre 1995 ed era ubicato nella periferia industriale del paese; è stato posto nell’attuale collocazione il 10 ottobre 2021 su richiesta dell’ANMIL. Il progetto dell’opera è dell’architetto arsaghese Giorgio Merletti, mentre l’incudine ed il martello (simboli del lavoro) sono stati forniti dal fabbro arsaghese Angelo Filippini. Al centro del monumento il tondo, ricavato nella colonna di granito, riporta la medaglia coniata per il cinquantenario della fondazione dell’ANMIL (1943- 1993). Un bassorilievo rappresenta tutti i lavori dell’uomo.
Percorriamo V.le
Vanoni a ritroso ed all’incrocio andiamo a dx in Via Porraneo.
Dopo 90 mt
entriamo a sx in Via Concordia al cui termine sorge il complesso polifunzionale
del “Centro Culturale Concordia” (6) che ospita : la sede della Pro Loco, della
Caritas e del Corpo Musicale, la Sala Polivalente, la Biblioteca e la Ludoteca.
Torniamo ora in Via Porraneo e proseguiamo verso sx fino all’incrocio : di fronte a noi si staglia la “Chiesa di Santa Maria in Monticello” (7).
La Chiesa, risalente all’epoca romanica, sorge su un’altura. E’ probabile che sia stata costruita su preesistente edificio, come testimonia un’antica lapide carolingia posta nel battistero. La chiesa ha pianta rettangolare con aula unica, abside semicircolare e breve campanile. Semplici gli esterni, in pietra a vista. Si distingue la facciata che, in stile classico, presenta lesene angolari e un caldo intonaco giallognolo. L'elegante portale d'accesso è introdotto da una scalinata ricavata dal pendio. All'interno si trovano affreschi romanici. Si conservano un’immagine della Madonna del Latte e una statua della Madonna col Bambino. L’altare è in stile barocco e posto al centro, prima dell’ampio coro.
Saliamo a sx in
Via Garibaldi, arrivati al parcheggio (all’incrocio con Via Mazzini) possiamo
ammirare uno splendido murale che spicca sulla facciata di un edificio
d’angolo.
Il dipinto riproduce uno scorcio della “Palude Pollini”, opera del pittore arsaghese Fabio Cipolla, l’inaugurazione è avvenuta nell’ottobre 2021.
Proseguiamo su Via Garibaldi per 130 mt ed all’incrocio continuiamo in Via Monici (SP49), dopo 150 mt perveniamo nella zona del “Parco Pissina” : all’interno del Parco Comunale sono situati molti giochi per bambini ed un utilissimo manufatto adibito a servizi igienici ben tenuti.
Proprio di fronte al Parco, all’interno di una proprietà privata, si trova l’ex “Chiesa di San Rocco” (8).
L’edificio cinquecentesco, sorto su una più antica chiesa dedicata a Santo Stefano, fu titolato al Santo protettore degli appestati. Giunto alle soglie del secolo scorso già in stato di fatiscenza, fu acquisito dall'architetto Alessandro Minali che, salvati dal degrado abside, sacrestia e campanile lo destinò a residenza privata.
Sul limitare
del Parco all’incrocio tra Via Monici e Via Macchi è situato il “Monumento ai
Caduti” (9).
Il Monumento riporta la lista dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale. E’ costituito da un basamento con serie di gradini, corpo centrale modanato sopra il quale poggia una scultura in bronzo raffigurante una figura femminile, allegoria della Vittoria alata con fiaccola. L'area del Monumento ai Caduti è delimitata da quattro pilastrini angolari collegati tra loro da una struttura tubolare in ferro.
Andiamo ora a dx in Via Macchi per 200 mt per poi entrare a sx in Via Lazzaretto.
Percorsi 150 mt sull’asfalto imbocchiamo il sentiero sterrato alla nostra dx immergendoci nel bosco.
Lungo il tragitto troviamo la segnaletica dell’Anello dei “Percorsi del Cuore” (sentiero 715A) e seguiamo le indicazioni in direzione “Cappella del Lazzaretto”.
Dopo 200 mt
giungiamo nella zona dove sorge la “Cappella del Lazzaretto” (10).
L’edicola originaria della cappella risale alla prima metà del XVII secolo quando carestia, pessime condizioni igieniche e arrivo dei Lanzichenecchi innescarono la propagazione della peste. Nacquero i Lazzaretti, per isolare i malati dai centri abitati, proprio come quello arsaghese sorto in mezzo al bosco al confine con Besnate e Somma Lombardo. La cappella fu ampliata nel 1897, portando alla struttura attuale a pianta rettangolare. Le murature sono realizzate in pietrame recuperato in loco misto a laterizio, proveniente anche dalla demolizione di altri fabbricati. Il restauro conservativo, ultimato nel dicembre 2012, oltre alla pulitura ed al consolidamento delle murature ha portato alla posa della nuova copertura e della pavimentazione in lastre di beola.
Continuiamo sul
sentiero che si fa un po' fangoso ed alla nostra dx, all’interno di una
proprietà privata, notiamo una bozza.
Su questo tratto abbiamo incontrato due piccoli cinghiali che fortunatamente (siamo stati a debita distanza attendendo che si allontanassero) ci hanno ignorato inoltrandosi nel bosco, consigliamo comunque di prestare attenzione!
All’incrocio
proseguiamo sul sentiero alla nostra dx, dopo 130 mt notiamo tra la vegetazione
la tomba di un ragazzino di 16 anni morto assiderato in questo luogo nel
gennaio del 1949.
Al termine del sentiero perveniamo in Via Macchi in loc.tà Casa Cacciatori : qui si trova una bacheca del “Parco del Ticino” ed un cartello che indica la direzione del sentiero ciclopedonale della “Palude Pollini”.
Lasciamo quindi l’asfalto e proseguiamo sullo sterrato a sx per 140 mt per poi imboccare il sentiero alla nostra sx.
Dopo circa 700
mt arriviamo alla “Palude Pollini” sito protetto e curato ad opera
dell’Associazione “Amici della Bozza di Rügn”.
La Palude Pollini, conosciuta anche come “Bozza di Rügn”, è una zona umida di particolare interesse naturalistico. Alimentata da piccoli canali, anche sotterranei, la palude è un’area ricca di biodiversità e una zona di grande interesse naturalistico, tanto da essere stata inclusa nei SIC (Siti di Importanza Comunitaria). La palude fa parte di un itinerario delle Vie Verdi del Parco Naturale Lombardo della Valle del Ticino. Il sentiero che attraversa la zona offre una panoramica del paesaggio tipico del “Parco del Ticino”. Lungo il percorso si incontrano zone agricole, boschive e umide : habitat ideali per scoprire le numerose essenze erbacee e arboree che le popolano, nonché gli animali che traggono beneficio da questa ricca diversità ecologica come aironi, germani, folaghe e una rara e protetta specie di rospo senza coda (Pelobates Fuscus Insubricus).
Attorno alla Palude si trovano tavoli con panchine in legno dove sostare per ritemprarsi.
Continuiamo
verso dx costeggiando la Palude e proseguendo sul sentiero ciclopedonale
fino ad arrivare al cancello d’ingresso di una proprietà privata dove
proseguiamo sul largo sterrato per poi imboccare il sentiero a sx
fiancheggiando una recinzione in rete metallica.
Fatti 200 mt ci ritroviamo sul largo sterrato che percorriamo per 200 mt per poi entrare a dx nel sentiero al cui inizio è posto un cippo di confine ed un cartello di divieto di accesso.
Dopo circa 700
mt troviamo la segnaletica del “Sentiero Strona” che seguiamo in direzione
“Gallarate”.
Percorsi altri 800 mt troviamo una segnaletica “sui generis” : seguiamo le indicazioni per “Galla” (Gallarate) e dopo un centinaio di mt giungiamo nella verdeggiante radura dove sorge l’Oratorio dei SS. Cosma e Damiano.
L’edificio religioso in stile romanico risalente al XII secolo fu costruito probabilmente su un preesistente luogo di culto, dimostrato dall’uso di lapidi romane nella costruzione. Situato all’incrocio di due strade anticamente importanti, è conosciuto come oratorio campestre perché circondato fino al XIX secolo da campi coltivati. La struttura presenta una navata unica con un’abside semicircolare decorata esternamente da un fregio di archetti in pietra e laterizio, la facciata è a capanna. Realizzata con pietre squadrate a vista, sopra l’ingresso si trova una finestra murata e un’apertura a forma di croce cristiana. L’interno è attualmente spoglio a seguito di incursioni vandaliche. Come mensa dell’altare venne reimpiegata una monumentale epigrafe romana della Gens Terentia che nel 1721 fu trasferita alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Fiancheggiamo ora sulla sx l’Oratorio e proseguiamo sul “Sentiero Strona” seguendo sempre le indicazioni in direzione “Gallarate”.
Arriviamo quindi sulla SP49 (Via D’Annunzio) che imbocchiamo verso dx camminando sull’apposito sedime della Ciclopedonale. Giunti alla “Rotatoria della Lùpina” proseguiamo verso dx sempre in Via D’Annunzio.
Percorsi un centinaio di mt alla nostra dx sorge un complesso condominiale che ci incuriosisce : sulle pareti dell’edificio sono apposti mosaici di piastrelle che raccontano la storia del paese ed il suo legame con Arnolfo II da Arsago (Arcivescovo di Milano dal 998 al 1018).
Proprio di fronte al complesso è situato il “Memoriale agli Alpini” (11).
Nella radura è stato inaugurato nel 1983 il “Monumento all’Alpino” costituito da un grande masso sul quale sono posti una picozza, uno scarpone, un cappello ed una targa commemorativa; sulla sommità è stata collocata un’aquila. Nelle adiacenze del Monumento recintato trovano posto alcuni reperti bellici donati da un concittadino tra cui un cannone.
Proseguiamo in
Via D’Annunzio fino ad arrivare dove sorge la “Chiesa di Santa Maria in
Monticello” (7), continuiamo in Via Porraneo poi Via Matteotti per 290 mt :
entriamo quindi a sx in Via Da Vinci per 50 mt per poi svoltare a dx in Via
Giusti.
All’incrocio
andiamo a sx in Via Roma per 40 mt per poi entrare a dx in Via Roncaccio da cui
torniamo al parcheggio del Cimitero (1) dove abbiamo lasciato l’auto.
Il tragitto è
di facile percorrenza, purtroppo la segnaletica dei “Percorsi del Cuore”
(Anello di Arsago Seprio-sentiero 715A) è pressochè inesistente : non resta che
affidarsi alla segnaletica del “Sentiero Strona” anch’essa peraltro non
abbondante. Speriamo che la nostra narrazione vi sia d’aiuto nell’escursione.
Nella galleria fotografica alla
fine del post troverete tutte le foto del percorso.
Lunghezza percorso : circa 9,3 km
Tempo di percorrenza : 3 ore circa
escluso soste
Aggiornato a maggio 2026
Vi segnaliamo altre tappe dei “Percorsi del Cuore” che abbiamo già effettuato 👇










































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